L’Onu approva la risoluzione contro lo stupro come “arma di guerra"

L'Onu ha approvato la risoluzione contro lo stupro come “arma di guerra" con 13 voti favorevoli e due astenuti (Russia e Cina). Un piccolo passo avanti a cui ne devono seguire molti altri.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) approva la risoluzione contro gli stupri di guerra, vale a dire che lo stupro non potrà più essere utilizzato come arma. Sembra incredibile che all’alba del 2019 ancora si dibatta se è consentito o no usare la violenza sessuale come arma, ma tant’è. E non pensate che alla risoluzione ci si è arrivati con tranquillità, perché basti pensare che due paesi si sono astenuti e non hanno votato e che gli Stati Uniti hanno imposto parecchie precisazioni sulla formula finale.

Oggi è si è svolta una riunione con il segretario generale Antonio Guterres, i premi Nobel per la pace Nadia Murad e Denis Mutwege, e l’avvocato attivista Amal Clooney, la Germania ha lavorato duramente per far approvare il testo finale, limandolo per farlo passare anche per gli Stati Uniti.

Dal testo originale sono state eliminate due parti molto importanti: l’assistenza alla “salute riproduttiva” che in altre parole consiste nel sostegno all’aborto per le vittime perché è in contrasto con la politica dell’amministrazione Trump. Un’altra revisione che è stata fatta riguarda l’istituzione di un meccanismo per monitorare e segnalare gli stupri e le atrocità in guerra, questa parte non è stata inserita perché Usa, Russia e Cina erano contrari.

Oggi è un giorno importante, la risoluzione contro gli stupri è una buona notizia, ma oggettivamente ci sono troppi “ma” e troppi paletti che non dovrebbero proprio esistere. Questa legge è sicuramente un passo in avanti perché pone un veto, ma è ancora troppo poco. Se nessuno controlla, punisce e garantisce giustizia e nessuno aiuta le vittime degli stupri la risoluzione è tale solo a parole, sulla carta, ma chissà se verrà applicata davvero e se ci sarà davvero un cambiamento o queste barbarie continueranno senza sosta.

Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha spiegato:

“Nonostante numerosi sforzi, la violenza sessuale continua ad essere una caratteristica orribile dei conflitti in tutto il mondo ed è usata deliberatamente come arma di guerra. Dobbiamo riconoscere che lo stupro in guerra colpisce in larga misura le donne perché è collegato a questioni più ampie come la discriminazione di genere, è un’impunità diffusa e la maggior parte di questi crimini non viene denunciata, investigata o perseguita. La risposta globale deve garantire la punizione degli autori e il sostegno completo ai sopravvissuti”.

Antonio Guterres

Amal Clooney ha dichiarato:

“Sebbene la bozza sia un passo avanti, soprattutto nella misura in cui rafforza il regime di sanzioni per coloro che commettono tali crimini, bisogna andare oltre. Se questo organo non può prevenire la violenza sessuale in guerra, deve almeno punirla. La giustizia non può avere una possibilità se le persone al potere, tra cui quelle sedute intorno a questo tavolo, non ne fanno una priorità, c’è un’epidemia di violenza sessuale e la giustizia è l’antidoto. È il momento di farla diventare la vostra priorità e onorare davvero sopravvissuti come Nadia Murad che hanno già sofferto troppo”.

Amal Clooney

via | lastampa

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