Pakistan, la legge contro le spose bambine

In Pakistan è stata approvata in Senato una riforma per innalzare l'età legale dei matrimoni da 16 a 18 anni e contenere l'emergenza delle spose bambine.

Pakistan legge contro le spose bambine

Il Pakistan è uno dei paesi con la maggiore incidenza di spose bambine, una vera emergenza dato che per legge ci si può sposare a partire da 16 anni d’età. La senatrice Sherry Rehman ha proposto una riforma per innalzare l’età legale da 16 anni a 18 anni e proprio in questi giorni il disegno di legge è passato in Senato. Per avere l’approvazione definitiva c’è un altro scoglio da superare, deve passare all’Assemblea nazionale dove è già prevista un’agguerrita opposizione islamista.

In Senato la proposta è passata senza troppi intoppi, hanno votato contro solo 5 persone su 104, ma si è astenuto in toto il partito di Governo (Pakistan Tehreek-e-Insaf). L’opposizione islamista è contraria alla nuova legge perché per loro è anti-islamica, nelle sacre scritture è scritto che le donne possono sposarsi quando raggiungono l’età della pubertà. In paesi musulmani come Giordania, l’Oman e Emirati Arabi Uniti la legge è stata modificata e si sono aperti un pochino alla modernità.

Sposarsi così giovani però implica anche tanti problemi fisici e non è un caso che il Pakistan è uno dei paesi in cui si registra un alta incidenza di mortalità materna. Secondo un rapporto dell’Onu le bambine più vulnerabili sono quelle che vivono nelle aree rurali e in famiglie molto povere che, facendole sposare, eliminano delle spese dal bilancio familiare. Come se non bastasse le bambine vengono usate anche come baratto in caso di debiti, controversie o come soluzione per pagare delle punizioni.

Nasir Saeed, a capo del Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement (Claas), organizzazione impegnata nella difesa dei cristiani perseguitati in Pakistan, ha spiegato:

“L’approvazione della legge è molto positiva, tuttavia la sua attuazione sarà altrettanto importante e se il governo mancherà di renderla efficace come stato in passato per altre leggi, pochi ne beneficeranno. In particolare tra le minoranze, dove è radicata la paura che le loro figlie vengano rapite, costrette alla conversione e a sposare contro la propria volontà i sequestratori”.

Nasir Saeed

via | vanityfair

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