Gabe Grunewald, la mezzofondista simbolo della lotta ai tumori

Addio a Gabe Grunewald, la mezzofondista americana è morta dopo 10 anni di battaglie contro il cancro.

Gabe Grunewald

Qualche giorno fa è morta Gabe Grunewald, la mezzofondista simbolo della lotta ai tumori che per 10 anni ha combattuto contro il cancro, senza mai arrendersi e senza mai fermarsi. Gabe Grunewald è morta stroncata dall’ennesimo tumore, un carcinoma tiroideo inoperabile, con cui si è battuta fino alla fine, sfidando la medicina e la resistenza umana. Questa ragazza è un simbolo di coraggio, di forza e resistenza, ha ispirato moltissime persone e per ricordarla e dirle addio è stata organizzata una manifestazione molto speciale: dopo il funerale, si sono radunati tanti atleti al cimitero per correre tutti insieme un miglio in ricordo di Gabe. Una scena commovente e bellissima che anche lei avrà apprezzato da lassù.

Gabe Grunewald mette piede nel pianeta cancro per la prima volta nel 2009, a soli 22 anni, gareggiava per l’Università del Minnesota quando le venne diagnosticato un carcinoma adenoideo-cistico. Si operò, sconfisse la malattia e l’anno dopo vinse i 1500 metri ai campionati universitari. Poco dopo si presentò anche un cancro alla tiroide, si operò e diede inizio alla sua carriera da mezzofondista professionista, arrivò quarta nei 1500 metri ai Trials olimpici 2012, nel 2013 corse il personale in 4’01”48, che ad oggi le vale ancora il 12° posto nelle liste nazionali sulla distanza. Nel 2014 conquistò il titolo nazionale sui 3000 indoor e continuò a fare gare anche nel 2015 e 2016, quando comparve un tumore al fegato che sconfisse ancora una volta.

Nel 2017 comparve un nuovo carcinoma tiroideo, questa volta inoperabile. Gabe non si ferma e continua a correre e ad allenarsi, partecipò anche ai campionati nazionali all’aperto a Sacramento nonostante fosse sotto chemio. Gli ultimi due anni sono stati intensi, dolorosi e pieni di farmaci, ma anche pieni di vita e di amore.

In un documentario del 2017 Gabe spiegò:

“Non è facile ma ho fatto tante cose che non sarei stata in grado di fare se mi fossi arresa perché la vita era difficile. Credo che il mio messaggio sia questo: fare fatica è ok, non bisogna arrendersi e lasciare i propri sogni”.

Gabe Grunewald

Concludiamo con la bellissima lettera che ha pubblicato il marito, Justin Grunewald, dopo la sua morte:

“Prima di tutto grazie, grazie per avermi mostrato cosa vuol dire sentirsi vivo…Anche se non lo mostro sempre, ogni secondo per me è prezioso. Sia che siamo fuori a correre, guardiamo una nuova serie, o siamo semplicemente sdraiati a letto a impigrirci, niente batte la sensazione che provo quando vedo la tua faccia sorridente. So che la vita fa paura e che noi abbiamo vinto la lotteria dell’incertezza. So che non è giusto, ma io scelgo comunque la nostra vita rispetto a qualsiasi altra possibilità. Mi sono divertito tantissimo con te e ho imparato più da te, come amica e moglie, che in due vite messe insieme. So che ti è stato dato il più duro dei compiti nella vita: essere coraggiosa di fronte a una paura enorme e sorridere nonostante il dolore. La gente ricorderà il coraggio che le hai dato”.

Justin Grunewald

Ciao Gabe.

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