Trucco sul lavoro: cameriera licenziata perché aveva rifiutato di truccarsi per servire ai tavoli

shenoa vildDi solito il problema, in moltissimi settori lavorativi, non è l’assenza di trucco ma l’eccesso, che si considera inopportuno o esagerato in determinati ambienti che impongono un dress code preciso e un rigore che si estende anche all’aspetto oltre che al comportamento. Certo fa notizia apprendere invece che in alcuni posti – in questo caso un ristorante a San Diego – si rischia di essere licenziate se non ci si trucca.

La poveretta, licenziata in tronco, si chiama Shenoa Vild e ha risposto con un secco no, perché non è abituata a truccarsi e non ama impiastricciarsi la faccia, all’invito del manager di accentuare il trucco per migliorare l’immagine del servizio al tavolo. Il risultato è stato appunto il licenziamento contro cui non ha neanche tentato ricorso perché a quanto pare le ragioni erano perfettamente legittime.

Anche senza ridursi a tirare in ballo il rispetto e la dignità della donna e della sua personalità, non vi sembra esagerata la reazione della direzione del ristorante? Ma dove sono finite le fantomatiche vie di mezzo che se da una parte consentono alle donne di truccarsi a condizione che il make up sia leggero e discreto (penso ad esempio alle donne poliziotto) dovrebbero anche lasciare libera una donna di fare il suo lavoro, che in questo caso svolgeva da diversi anni, senza doversi necessariamente imbellettare per sorridere ai clienti?

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