Vaginismo e anorgasmia, le paure che fermano l'amore. La parola alla sessuologa Francesca Romana Tiberi



Esistono due problematiche sessuologiche piuttosto diffuse e spesso ignorate dalle donne stesse: il vaginismo e l’anorgasmia.

Il vaginismo è un disturbo più diffuso di quanto si creda, e la comprensibile riservatezza che le coppie che incontrano questa difficoltà hanno, lo rende una patologia sommersa.

Normalmente –afferma la sessuologa Francesca Romana Tiberi, intervistata nuovamente da Pinkblog- le donne con problematiche di vaginismo arrivano a consultare un sessuologo nel momento in cui desiderano una gravidanza o quando il partner inizia a soffrire dell’impossibilità di avere rapporti sessuali perché la penetrazione risulta impossibile. Le donne con problematiche di anorgasmia, invece, si rivolgono al sessuologo solitamente nella fase più o meno iniziale della relazione, quando, sentendosi molto innamorate e percependo di essere amate, si rendono conto che effettivamente non provando l’orgasmo si stanno precludendo gran parte del piacere. In pratica è come se, una volta trovato l’uomo giusto, il non riuscire a raggiungere il piacere divenisse improvvisamente un problema”.

Il vaginismo –spiega la sessuologa- consiste nella contrazione involontaria dei muscoli perivaginali. Questa contrazione può rendere la penetrazione molto difficile, talvolta impossibile. Le cause possono essere organiche e/o fisiologiche e/o psicologiche. A livello psicologico è un problema che si accompagna ad una fortissima ansia rispetto al rapporto sessuale, e tale ansia contribuisce a mantenere e a rinforzare le difficoltà nella penetrazione”.

Raramente chi ne è affetta se ne rende conto, perché la problematica del vaginismo è spesso collegata alla paura di lasciarsi andare al piacere e di “perdere il controllo” affidandosi all’altro. Impossibilità di avere rapporti sessuali, impossibilità di penetrazione non vuol dire che la donna è frigida o ha una repulsione per il sesso. Assolutamente banditi pensieri di questo genere. La donna desidera amare ed essere amata, ha delle normali reazioni riguardo alla sessualità, eccetto che per gli eventuali tentativi di penetrazione.

Nel tempo sono state attribuite diverse cause a questo disturbo: da una educazione eccessivamente restrittiva a precedenti esperienze di violenza sessuale. Verosimilmente il vaginismo, però, non ha un’unica causa generale, ma si sviluppa in relazione alla particolare esperienza di vita di ciascuna donna che ne soffre. La punta dell’iceberg è pensare che la donna provi dolore con la penetrazione, mentre in verità le ragioni di tale disagio sono molto più profonde.

Desensibilizzare sistematicamente dall’ansia che lega la donna alla situazione di cui lei ha timore, insieme ad una corretta psicoterapia, è la strada che aiuta a ritrovare la serenità ed a guarire completamente. Secondo varie ricerche è difficile che una donna riesca a guarire spontaneamente, a meno che non si tratti di forme lievi e alla presenza di un partner che per sensibilità e cultura sia in grado di sostenere la propria compagna.

A volte capita che una donna descriva le sue esperienze sessuali dicendo che le procurano alti livelli di eccitazione e tensione, seguite da un massimo di sensazioni e poi da un rilassamento. Ed è provabilissimo che in casi del genere la diagnosi parli di orgasmo. Tuttavia succede anche che una donna non riesca a raggiungerlo. Ed in questo caso parliamo invece di anorgasmia.

Anorgasmia -ha poi continuato Francesca Romana Tiberi- è l’assenza di orgasmo malgrado una stimolazione sessuale adeguata per durata e intensità. L’orgasmo femminile richiede una buona conoscenza della propria sessualità e del proprio fisico: è fondamentale conoscersi e sapere cosa può darci piacere. Spesso una conoscenza non adeguata del proprio corpo, in particolare dei propri organi genitali o delle proprie fonti di piacere, false credenze o messaggi educativi negativi sulla sessualità, possono essere all’origine delle difficoltà femminili nel raggiungere l’orgasmo e nel lasciarsi andare”.

L’orgasmo avviene in risposta a stimolazioni visive, uditive così come quelle tattili, ma nelle donne è una risposta da apprendere. Non si sa se realmente esiste un fondamento biologico oppure se è necessario apprendere per superare le inibizioni culturali della società moderna. Alcune donne riferiscono di avere risposta orgasmica al bacio, alle semplici carezze sul corpo, all'allattamento al seno. Qualcuna anche solo con la sola contrazione pelvica.

La capacità di avere orgasmi è ritenuta un segno di maturità e competenza sessuale, mentre l'incapacità di raggiungerlo è considerata come prova di inadeguatezza. Tali donne purtroppo possono provare sentimenti come tristezza, angoscia depressiva, frustrazione, stizza, senso di colpa. Esistono invece altri esempi in cui l’anorgasmia non viene considerata come un’importante disfunzione e quindi accettano come normale la loro “modesta” risposta. Succede inoltre che queste donne possono ritenere sufficienti altre compensazioni del comportamento sessuale come gli abbracci, le carezze e procurare gratificazione al partner.

Restrizioni culturali, generalmente reprimono la sessualità delle donne. Mancanza di un'adeguata tipologia del ruolo per il quale una donna adulta dovrebbe essere sessualmente preparata. Mancanza di modelli del ruolo femminile di donna calda, amorosa, sessualmente positiva da parte di madre o altre figure importanti vicine, minano lo sviluppo personale. Ignoranza. Mancanza di effettiva conoscenza della sessualità, dell'anatomia, della fisiologia, delle sensazioni e dei comportamenti sessuali di altre persone. Mancanza di esperienza. Valutazioni sessuali irrazionali. Un partner con eiaculazione precoce. Un partner con difficoltà di erezione. Questi i fattori più importanti relativi all’anorgasmia.

La terapia sessuologica per entrambi –conclude la Tiberi- sono simili, soprattutto nella prima parte de trattamento, dove si cerca di aiutare la paziente a conoscere meglio la propria fisicità, a prendere confidenza con il proprio corpo, attraverso alcuni esercizi da svolgere a casa. Dopodiché si inizia lentamente ad integrare le nuove competenze nella relazione con il partner, osservando insieme i cambiamenti che ne derivano. A questo punto si cerca di insegnare o re-insegnare alla paziente insieme al proprio compagno come vivere serenamente e piacevolmente la nuova sessualità”.

Vaginismo e anorgasmia possono esistere da sempre o arrivare in un secondo tempo dopo periodi di normalità. Una donna coraggiosa è una donna consapevole. Una consulenza sessuologica sta alla sessualità come la consulenza medica sta alla salute fisica. E’ necessario avere desiderio di compiacere sé stessi e il proprio partner. Amarsi ed amare. E’ un enorme ingiustizia soffrire di paure che fermano l’amore.

Foto: Photobucket

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