Maldive crudeli per adultere e infedeli

pubblicato: venerdì 24 luglio 2009 da Missunderstanding

donne maldive

Alle Maldive le turiste passano le giornate splamate al sole, magari ammiccando alla guida o al bagnino di turno, in cerca di un’avventura estiva. Alle Maldive le cittadine vengono frustate in pubblico se ammiccano allo stesso bagnino e sono sposate.

Il paradiso dei turisti nasconde una faccia crudele e sadica, quella che si trucca coi colori della sharia, la legge islamica che prevede la fustigazione pubblica per donne adultere, mentre spesso gli uomini sono esenti dalla punizione.

Il presidente Mohammed “Ani” Nasheed, vincitore di un prestigioso premio per i diritti umani e prigioniero per 13 volte, ha affermato di voler fermare la brutale pratica della fustigazione in pubblico per chi commette adulterio e di voler trasformare le Maldive in una Repubblica liberale islamica, liberando il paese dal peso e dalla chiusura degli anni di dittatura, ma combattere contro un estremismo sempre più radicato non è facile.

Intanto Amnesty International fa sapere che sono 180 le persone in attesa di essere fustigate in pubblico perchè adultere, ma nessuno tra quel pubblico sarà un turista straniero, perché le spiagge dorate e i sogni vacanzieri sono lontanti dalla crudele realtà quotidiana che attende le abitanti. E se cominciassimo noi a boicottare i paradisi turistici che nascondono inferni di crudeltà?

Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi 2 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di gattarruffata

    gattarruffata

    24 lug 2009 - 09:45 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sono pienamente d’accordo con te! Bisognerebbe cominciare ha prendersi la responsabilità delle proprie scelte anche in ambito vacanziero. Non si può fare finta di niente. La violazione dei diritti umani è una tragedia.

  • Profilo di La

    La

    24 lug 2009 - 10:09 - #2
    0 punti
    Up Down

    Potrà anche essere vero che per molti versi è “immorale” andare in vacanza in certi posti, però è anche vero che queste persone vivono e mangiano sul turismo, se di colpo perdessero anche questo probabilmente la loro situazione peggiorerebbe ulteriormente.
    Di solito il personale di cucina e di servizio dei villaggi è tutto locale, oltre ad avere appunto un lavoro hanno anche la possibilità di portare a casa del cibo per le loro famiglie (in quei posti non buttano via niente)
    E in posti come le maldive, tolto il turismo, di possibilità di lavoro ce ne sono veramente poche…sarebbe forse meglio costringere queste persone a sradicarsi dalle loro terre per sopravvivere?
    Purtoppo le uniche persone che potrebbero decidere di cambiare e fare qualcosa sono quelle che governano…ma visto come li trattano e come se ne fregano dei loro diritti, io ho i miei seri dubbi che potrebbero pensare di migliorare certe situazioni per far tornare i turisti che boicottano.
    In questi paesi a chi governa non manca nulla e anche quando comincia a mancare qualcosa pensano solo ad affamare ulteriormente il popolo per continuare a stare bene loro.
    La triste realtà è che si può fare veramente poco, se non cercare di aiutare anche con qualcosa come il turismo…non sarà il massimo, ma purtroppo è sempre meglio di niente.

PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento

Network Blogo