Come fai a sapere se sei veramente innamorato?



Avevamo già parlato di quando ci innamoriamo, ma dopo un po’ di riflessione sull’argomento, mi sono detta che si fa presto a dire Amore, così mi sono interrogata su come riconoscere se siamo veramente innamorati, che non si tratta di una cotta o di un’infatuazione momentanea.

Ci innamoriamo di una persona che con il suo comportamento, i suoi sentimenti, i suoi valori, la sua vita, i suoi sogni, il suo slancio, la sua bellezza, ci fa sentire uniti a lei e solo con lei possiamo realizzare e soddisfare i nostri desideri e mettere in pratica le nostre potenzialità. Si prova un’attrazione irresistibile ed il bisogno di fonderci fisicamente e spiritualmente con lei. Quando sei lontano dalla persona amata, i sentimenti che provi non parlano solo di desiderio infinito di rivederlo, di sentirti dire ti ano, di fare l’amore con lei.

Francesco Alberoni ha scritto: “Quando sei veramente innamorato vieni preso dal panico, dal terrore che quella persona non ti ami più, vieni preso dalla disperazione perché sai di non poter vivere e respirare senza di lui. Io paragono il processo amoroso ad un puzzle: le caratteristiche della persona amata sono i frammenti decisivi che ci rivelano, in un istante, l’intero disegno. La ricerca può essere molto lunga, ma la rivelazione è improvvisa”.

Ma se dopo un po’ di tempo ci accorgiamo che non vogliamo lei, non siamo propriamente davanti all’Amore con la A maiuscola, ma forse davanti ad una cotta o una leggera infatuazione. Siamo stati colpiti dalle caratteristiche di quella persona, l’abbiamo ritenuta straordinaria e unica, abbiamo avuto l’impressione di cogliere la figura intera, ma in fondo non è vero. La storia si trascina sulla pelle di chi non viene ricambiato, finquando l'insicuro di turno non decide di scrivere la parola fine. Vissuto sulla propria pelle o raccontato da chi ci sta vicino, il risultato è la confusione di che cosa è l'amore.

L'amore é sempre brivido dell'assoluto nel contingente, qualcosa di misterioso, meraviglioso e divino. E, quando é ricambiato, é dono, grazia che chiede lode e riconoscenza”, Francesco Alberoni.

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