Ovaio policistico: sintomi, cause e prevenzione



La sindrome dell'ovaio policistico è un disturbo complesso delle ovaie (gli organi dell'apparato riproduttivo femminile che producono gli ovociti maturi) e colpisce fino al 10% delle donne. Oggi su Benessereblog si parla di una recente scoperta che potrebbe aiutare a migliorare la condizione di chi ne è affetta.

Succede questo: gli ovociti maturi vengono periodicamente espulsi dall'ovaio durante il processo di ovulazione per essere fecondati ad opera degli spermatozoi. In presenza di questa sindrome le ovaie hanno dimensioni superiori alla media e presentano al loro interno numerose cisti, piccole cavità ripiene di liquido; la superficie esterna appare punteggiata da un numero anomalo di piccoli follicoli.

In presenza della sindrome molti follicoli non raggiungono mai il completo sviluppo, l'ovulazione avviene raramente e chi ne è afflitta presenta una condizione di infertilità. I cicli mestruali sono irregolari: possono trascorrere anche molte settimane senza che si presenti una mestruazione. Altri segni sono una condizione di sovrappeso e la presenza di un'eccessiva quantità di peli superflui (irsutismo).

Nella popolazione generale, in circa il 25% delle donne si evidenzia la presenza di ovaie policistiche all'esame ecografico, sebbene molte non presentino alcuna sintomatologia e siano in ottima salute. Il fenomeno si osserva anche nel 14% delle donne che fanno uso della pillola anticoncezionale.

Sebbene non sia ancora ben noto il preciso meccanismo di trasmissione ereditaria, le cause sono da ritrovarsi nella condizione familiare. La manifestazione di questa sindrome si riscontra soprattutto in donne con casi familiari di diabete di tipo II, non insulino dipendente, e per calvizie precoce negli uomini. Inoltre, contribuisce ad un maggior rischio di riscontro l’essere in sovrappeso o obeso. Tuttavia non è possibile stabilire quale sia il peso oltre il quale si è a rischio, sicuramente in condizione di indice di massa corporea superiore a 25-30. La perdita di peso ha fatto rilevare la normalizzazione dei parametri ormonali e il ripristino dei cicli ovulatori, ma non esistono prove circa il fatto che la preventiva perdita di peso possa rappresentare un vantaggio.

Non essendo possibile modificare la propria predisposizione all’insorgenza della sindrome, è consigliabile mantenere peso forma e indice di massa corporea nei limiti della normalità, soprattutto se si è predisposte per condizione familiare:

  • Presenza di diabete non insulino dipendente (tipo II);
  • Tendenza degli uomini della famiglia a calvizie precoce (in età inferiore ai 30 anni).


  • Presenza della sindrome nella madre, sorelle, zie.

I sintomi sono:


  • Assenza di mestruazioni (amenorrea) o scarsa frequenza (oligomenorrea).
  • Aumento dei peli superflui su viso e corpo (irsutismo), maggiormente su mento, labbro superiore, avambracci, gambe e addome.
    Acne sul viso.
  • Infertilità (correlata all’assenta totale o alla scarsa frequenza di mestruazioni che riduce significativamente le probabilità di una gravidanza).
  • Sovrappeso/obesità. Le cellule dell’organismo delle donne affette da sindrome dell’ovaio policistico sono resistenti all’azione dell’insulina, l’ormone che regola il metabolismo degli zuccheri. Ciò impedisce alle cellule di utilizzare gli zuccheri contenuti nel sangue, che quindi vengono immagazzinati sotto forma di grasso.
  • Aborto spontaneo ricorrente: con la presenza della sindrome si riscontrano elevatissimi livelli di ormone luteinizzante (LH – Luteinizing Hormone), prodotto da specifiche cellule dell’ipofisi e importante per la regolazione della funzione ovarica.

La diagnosi si basa sui sintomi e sull’esame fisico della paziente. Qualora si prospettasse una condizione di ovaio policistico, per confermare la diagnosi sarà necessario eseguire specifici accertamenti. Se non si riscontrano problemi di fertilità, il peso è nei limiti di normalità e i peli superflui non sono in quantità eccessiva, non è necessario alcun trattamento terapeutico. In presenza, invece, di un quadro clinico più complesso, sarà necessaria una terapia specifica e ulteriori indagini.

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