Prostitute-pusher: sempre più pericolosa la condizione delle donne sulla strada

Succede nel bergamasco, e forse non solo lì: protettori e criminali hanno fiutato nuove possibilità per far soldi in maniera semplice; così con nuove "strategie di marketing", costringono le loro prostitute a offrire ai clienti anche dosi di cocaina, oltre alle prestazioni sessuali richieste.

Ecco così che la donna di strada viene "promossa" a un'altra, neonata professione: la prostituta-pusher. Ecco così che la donna di strada viene imprigionata in un'ulteriore rete di illegalità e pericoli. Quanti rischi possono essere implicati infatti in una condizione del genere?

Al di là dei problemi con la legge (peraltro il male minore in una situazione simile), al di là dei pericoli reali del prostituirsi per strada, al di là degli ulteriori rischi del possesso di droga alla mercè di qualunque folle nottambulo, io penso anche all'infelicità di queste ragazze, al loro diritto negato di sentirsi persone con pensieri e valori propri, una volta di più.

Ragazze che non possono possedere il proprio corpo; ragazze che a questo punto non possono possedere nemmeno più la propria persona in quanto mente e cuore: non possono dire no, non possono decidere, non possiedono libero arbitrio. E sono "solo" donne, costrette a combattere contro tutto il Male del mondo; sono "solo" donne, quelle considerate da tutti il sesso debole, quelle considerate addirittura il fanalino di coda della società, quel che di più abietto possa esistere. E magari loro vorrebbero avere una moralità. Magari desidererebbero una dignità. Invece hanno solo un corpo martoriato. E ora anche la droga.

Via | BergamoNews

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