Le nuove tecniche della chirurgia plastica al 58° Congresso Nazionale SICPRE

La chirurgia plastica: frontiera ormai abituale per l'estetica femminile, non ha conosciuto recessione nemmeno in questo periodo di crisi. Le donne non hanno rinunciato a un paio di tette nuove o a un sedere scultoreo e hanno sapientemente eliminato tutti i cuscinetti di grasso, nonchè le rughe cosiddette "d'espressione". Ma non solo: la chirurgia plastica è utile anche in molte situazioni patologiche, come l'obesità, i danni da cancro o da traumi vari.

Proprio per la grande affluenza riscontrata nelle sale operatorie di bellezza e per l'importanza di questa branca della medicina per la cura dei danni lasciati da malattie gravi, i chirurghi plastici ritengono sia di primaria importanza continuare la ricerca in questo settore, per trovare nuovi rimedi, più efficaci e soprattutto più sicuri. Di questo si parlerà al 58° Congresso Nazionale SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.

Le nuove tecniche che saranno presentate durante il congresso contemplano innanzitutto l'utilizzo di gel piastrinico, un emocomponente in grado di liberare numerosi fattori di crescita, fondamentali per la guarigione, la ricrescita e la rigenerazione dei tessuti; poi l'allotrapianto, un insieme di tecniche di microchirurgia utili a ricostruire la mimica del viso in pazienti oncologici o traumatizzati; infine l'altra grande novità è rappresentata dal lipofilling, il famoso "prendi due paghi uno" o anche "riempimento ecologico" di parti del corpo come il seno o il viso che si vogliono aumentare, grazie al prelievo di tessuto adiposo in altri punti invece critici, come le cosce, i fianchi o la pancia.

Al Congresso SICPRE si parlerà anche del body contouring, il rimodellamento corporeo per i pazienti affetti da obesità, e del progetto Interplast, per restituire alle donne di alcuni paesi asiatici sfigurate dall'acido per motivi religiosi o sociali, un viso bello e sano. Non solo quindi bellezza e canoni estetici, sono le parole chiave di un settore come la chirurgia plastica, ma anche guarigione, ricostruzione e scopi umanitari, entrano a far parte dei termini da legare a questo ambito. Solo un interrogativo: la ricostruzione considerata soltanto "estetica" di parti del corpo danneggiate da malattie o traumi gravi, troverà prima o poi uno sbocco tra le pratiche considerate a tutti gli effetti "curative e necessarie", in modo che possano costare meno? Oppure continueranno a rimanere nel limbo delle cure non indispensabili, utili quindi solo ai pochi che se le possono permettere?

Foto | Flickr

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