Lo stato della donna americana è un aggiornamento sullo stato della donna di oggi, ed una riflessione sul cambiamento del ruolo e dell’essere donna negli anni, che il Time dedica a tutte le donne in un’edizione speciale, riprendendo un articolo del 1972.
L’articolo ci parla di quanti progressi abbiamo fatto, dalla fine del dopoguerra ad oggi come donne, come professioniste, come madri, come parte attiva della società in cui viviamo. D’altra parte riduce i problemi di genere a piccoli screzi di coppia, più che a riproduzioni sistemiche interne alla società ion cui viviamo.
Per concludere, l’articolo spinge l’idea che le donne siano la causa del loro stesso male: più dei 2/3 delle donne pensa che gli uomini risentano della presenza di una donna forte e la stragrande maggioranza ritiene che lavorare con un capo donna sia molto più difficile che con uomo. Se da una parte gli uomini tendono a non vedere più molte differenze tra uomo e donna, le donne sentono ancora molto forte la presenza di barriere di genere, e continuano a lottare per abbatterle.
E infine, la questione della felicità: tanto più le donne si sono emancipate, hanno ottenuto libertà e parità, tanto più è aumentata nel tempo la loro infelicità, indipendentemente dal loro ceto sociale, dall’educazione, dall’essere madre o meno. Si torna di nuovo a quel punto di svolta cruciale e personale tra dove siamo, dove vorremmo essere e dove andremo, con la superdonna all’orizzonte e l’immagine delle nostre nonne alle spalle.
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