Donne e moda: un viaggio attraverso i cambiamenti nei consumi in rosa


Qualità. Capi innovativi. Accessori creativi. Prezzi sostenibili. In queste poche parole si può riassumere il nuovo concetto della moda in rosa. E’ quanto emerge da un’analisi condotta da Enrico Finzi di Astra Ricerche per Camomilla, nota azienda milanese presente nel mercato da 30 anni.

Molti spunti di riflessione sono sorti alla luce del cambiamento in atto nel nostro Paese per quanto riguarda il rapporto tra le donne e il mondo della moda. Dopo tutto sono le donne che hanno il monopolio sugli acquisti fashion. Oggi si è a caccia di aziende e marchi “socialmente trendy”, competitivi nel rapporto qualità-prezzo, rispondenti a stili di vita moderni e che sappiano suscitare interesse ed emozioni a qualsiasi età.

Secondo lo studio ci sono tre precisi parametri che oggi orientano le scelte delle consumatrici: la trasformazione del rapporto delle donne con il loro corpo, la passione per la qualità e la ricerca di un prezzo sostenibile. Per quanto riguarda strettamente il settore moda emerge innanzi tutto che le italiane "Fashion Oriented" sono il 30% (quindi una su tre), con una sensibile diminuzione rispetto al 2007, anno in cui raggiungevano il 38%.

Un dato di particolare interesse è la crescente ostilità delle donne nei confronti della moda intesa in senso tradizionale, ovvero quella legata ai prezzi esorbitanti e spesso ingiustificati, quella legata alla crisi di creatività che oramai perdura da oltre cinque anni ed infine quella legata alla mancanza di nuovi stilisti eredi di quei mostri sacri che tutti conosciamo.

Le proposte del mondo della moda sono insomma giudicate sempre più lontane dai reali bisogni delle donne, anche da parte delle Fashion Lovers: poca portabilità effettiva dei capi, limitatissima durata nel tempo e scarsa utilità nelle effettive occasioni d’uso.

E voi, cari lettori di Pink, siete d'accordo con questa nuova visione della moda?

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