Quando a essere stalker è la donna


Dal febbraio scorso l'articolo 612-bis del codice penale ha reso perseguibile il cosiddetto reato di stalking, cioè quella particolare forma di "violenza" fatta di persecuzione e violazione della libertà altrui. In pratica è stato finalmente riconosciuto dallo stato un reato che esiste dalla notte dei tempi e che mina l'individualità e la serenità di chi ne è vittima; anzi, a volte tale reato sfocia in qualcosa di ben più grave: le ossessioni degli stalker diventano così insormontabili da tramutarsi in cieca violenza. E allora, dopo, c'è solo più l'omicidio.

Un sospiro di sollievo per tutte quelle donne che in Italia vengono seguite, perseguitate, importunate fino allo sfinimento, fino a temere risvolti tragici. Perchè la maggioranza dei reati di questo genere viene compiuta nei confronti del gentil sesso. Gli stalker dunque, stando alle ultimissime statistiche sono per la maggior parte uomini.

E poi c'è un mondo più nascosto, più sotterraneo, più taciuto: quello dove i ruoli si invertono, e a diventare stalker sono le donne. Da perenni vittime a molestatrici incallite. Rappresentano il 33% della categoria stalker e si trovano in prevalenza nel Sud Italia.

Mogli che inseguono gli ex mariti, stagiste che perseguitano dirigenti sposati, fidanzate abbandonate, deluse, che non si vogliono arrendere, ma che diventano pericolose anche per se stesse, ridicolizzando la loro individualità. In un programma tv ho seguito la storia di un uomo la cui vita era diventata impossibile a causa della ex, che perseguitava da tre anni senza sosta non solo lui, ma anche i suoi vicini e i suoi colleghi di lavoro, rendendo difficile la vita a decine di persone.

Il fatto è che noi donne siamo tenaci, in tutto, che sia bene o che sia male. Quando ci mettiamo in testa una cosa, la facciamo ed esageriamo e ci buttiamo dentro tutto. E non è detto che portare a termine a tutti i costi un obiettivo, sia sempre una cosa positiva.

Certo le statistiche dicono anche che le donne non finiscono quasi mai in carcere, perchè commettono atti di stalking di minore entità rispetto a quelli che commettono gli uomini; ma questi atti "lievi" risultano così dannosi e fastidiosi per la vita delle altre persone, da togliere addirittura la dignità a chi li commette. Il fatto è che nonostante dolori, delusioni, abbandoni e disperazioni, bisognerebbe sempre cercare una ragione di vita dentro noi stesse e non fuori.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail