Uomini in cerca di sesso al Bazar di Bangkok

sex supermarketLe Nouvel Observateur ha dedicato un ampio servizio al fenomeno del turismo sessuale in la Thailandia, un vero e proprio settore organizzato che accoglie turisti entusiasti da tutto il mondo. Al bazar di Bangkok c'è un'offerta variegata, peccato che la merce esposta sul bancone siano bambine e donne costrette alla prostituzione.

Per le strade del sesso di Bangkok le donne sono divise per caratteristiche fisiche, provenienza, morfologia e prezzi, come un qualsiasi altro bene acquistabile sul mercato. A sceglierle per mezz'ora o per una settimana, uomini di tutto il mondo, spesso in Thailandia per lavoro, con famiglia e figli in qualche capitale d'Europa.

Capita, spesso, che donne vendano volontariamente il proprio corpo per salvarsi dalla miseria, anche se in Thailandia una legge del 1960 vieta la prostituzione. Per i turisti, invece, incuranti di leggi e moralità, la Thailandia altro non è che un (super)mercato - così come l'ha definita il Corriere - nel quale fare shopping umano e divertirsi per qualche tempo, prima di tornare alla vita normale. Bangkok è una meta facile, senza troppi rischi, dove si affitta un corpo per pochi soldi, a volte con la scusa che attraverso i guadagni della ragazzina vivrà una famiglia intera, come se quella della prostituzione fosse l'unica scelta possibile.

Un altro lato della medaglia del mercato del turismo sessuale in crescita? Appartiene alle donne, anche loro sempre più propense al turismo sessuale in Giamaica e Africa, anche se le proporzioni tra i due fenomeni di sfruttamento sono distanti millenni, moralismo e culture, e il fatto che anche l'altro sesso lo faccia non giustifica la pratica.

Foto | Flickr

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