25 novembre 2009: i primi dieci anni della "Giornata contro la violenza sulle donne"

Il 25 novembre venne scelto dall'ONU come data internazionale della lotta contro la violenza sulla donna per ricordare la vicenda delle tre sorelle Mirabal, dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente uccise nel 1960.

"I diritti delle donne sono diritti umani. I diritti umani universali non sono diritti dell’uomo". Troppo spesso i diritti delle donne vengono ignorati. E’ per questo che le Nazioni Unite hanno istituito nel 1999 questa giornata internazionale al fine di sensibilizzare governi, istituzioni governative e non, società civile, mezzi di comunicazione di massa.

Quante volte si parla di episodi di violenza che ci fanno rabbrividire e pensiamo che siano tanto lontani da noi? E’ quanto di più sbagliato possiamo fare. In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo.

Secondo l'Istat, "sono 6.743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Tre milioni di donne hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata, quasi mezzo milione nei 12 mesi precedenti all'intervista. Ai danni di mogli e fidanzate i reati più gravi: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti".

Domani saranno molte le iniziative in tante città d’Italia per celebrare questi primi 10 anni. A Roma, sabato 28 novembre alle ore 14:00, si svolgerà una manifestazione nazionale "Contro la violenza maschile sulle donne", per la "libertà di scelta sessuale e di identità di genere, per la civiltà della relazione tra i sessi, per una informazione libera e non sessista, contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici. Per una responsabilità condivisa di uomini e donne verso bambine/i, anziane/i e malate/i, nel privato come nel pubblico. Contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse".

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