Discriminazione donne e lavoro: la Provincia di Milano aiuta le laureate in materie scientifiche

Nella provincia di Milano le donne che lavorano sono il 15% in meno rispetto agli uomini, ed il settore dove trovano più occupazione è quello dei servizi con il 91,2% (addette alla vendita o alla cura, impiegate tecniche o insegnanti).

La laurea continua ad essere un elemento positivo per avere maggiori possibilità occupazionali, ma la realtà non è mai rosea. Inoltre la percentuale di donne laureate è più elevata rispetto agli uomini, che invece rappresentano la fetta più grande di lavoratori con un titolo di studio inferiore.

Nel 2007 in Lombardia le laureate sono state 25.626 ed hanno rappresentato il 55,5% del totale dei laureati (dati dell’Osservatorio Statistico di Genere).

In un periodo di crisi persistente come quello attuale, in un momento in cui la ricerca rischia di scomparire dalla nostra realtà, in un tempo in cui le pari opportunità sono ancora una chimera, la Provincia di Milano prova a colmare questo gap istituendo 12 borse-lavoro da 10.000 euro per giovani donne ricercatrici dei settori ICT, Biotecnologie ed Energia. Non sarà molto, ma di sicuro rappresenta quella "cosa" che si chiama "opportunità". Quella "cosa" che non viene concessa in egual misura. Quella "cosa" che, con un po' di fortuna e con impegno personale, può portare ad un futuro più solido.

L’obiettivo è fornire supporto alle ricercatrici in vista di un inserimento presso imprese, centri di ricerca e università in Italia o all’estero, al fine di poter svolgere attività di elevato contenuto innovativo, promuovere il collegamento tra mondo universitario e sistema produttivo e infine valorizzare la ricerca scientifica al femminile. Per maggiori informazioni sul bando www.provincia.milano.it

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