Photoshop è pericoloso: la pubblicità, le donne e i rischi del fotoritocco

fotoritoccoProbabilmente qualcuno è già stanco di sentirne parlare a cadenza regolare, mentre altri non si rassegnano a deporre le armi contro la sofisticazione pubblicitaria che inganna chi la guarda. La colpa è ancora una volta tutta di Photoshop, o meglio dell’uso che se ne fa. Si potrebbe addirittura azzardare l’idea secondo cui Photoshop è più pericoloso del bisturi.

La denuncia, l’ennesima, viene da un gruppo di di studiosi inglesi, americani ed australiani che ha rivolto alla ASA (Advertising Standards Authority, ovvero il garante per la pubblicità negli Stati Uniti) la richiesta di maggiore controllo sulle iniziative promozionali che si servono del corpo femminile.

Lo spunto è arrivato dall’indignazione suscitata nell’opinione pubblica da parte dello stesso organo di vigilanza che ha mancato di intervenire in ordine a numerose segnalazione di eccessiva contraffazione – con le conseguenze di un messaggio distorto che tutti conosciamo. Medici soprattutto, ma anche psicologi, parlamentari, nutrizionisti si sono uniti per combattere la disinformazione creata dalla pubblicità ingannevole.

Le campagne anti-ritocco si moltiplicano, l’opinione pubblica continua ad indignarsi ma poi resta a bocca aperta nella maggioranza dei casi davanti a fotografie che saranno anche palesemente falsate ma che riescono a toccare nervi scoperti. La paura più grande è quella che certe pubblicità possano avere ricadute reali sui comportamenti alimentari.

A dare un colpo di spugna netto sulle illusioni c’è sempre Photoshop Disasters, un sito che colleziona strafalcioni pubblicitari dovuti al fotoritocco. Forse ridendoci sopra la gravità della situazione si ridimensiona un po’?

Foto | Flickr

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