Dacia Maraini e il Teatro delle Donne

In occasione della presentazione dello spettacolo teatrale “La Borto” al Teatro India di Roma (tema caldissimo di cui leggete qui su Polisblog), Booksblog propone una bella intervista Dacia Maraini.

Una la domanda speciale per i lettori di 06blog e Pinkblog, a proposito del suo Teatro delle Donne, fondato negli anni '70 per dar voce a chi non la aveva, per tre anni a Centocelle:

Un tempo le donne erano usate per fare i lavori di esecuzione. C'erano molte donne attrici. Ma le parole e la regia dei testi erano sempre riservate agli uomini. "Il Teatro delle Donne" era un modo per far conoscere e dare spazio al pensiero delle donne. Le mie prime esperienze teatrali le ho fatte lì. Tante donne, che hanno fatto teatro con me in quella realtà, hanno continuato a farlo. La drammaturgia delle donne mi ha sempre schierata: quando sono stata consigliera del Teatro Argentina, ho proposto una sessione dedicata alla drammaturgia femminile. Dopo le mie dimissioni ho incontrato Luca Ronconi, e gli ho chiesto di quell'iniziale progetto. Mi ha risposto che non aveva realizzato nulla, tanto non serviva. Ecco: la figura del drammaturgo non esiste in Italia. È il regista che fa tutto: sceglie un testo, lo adatta, ne decide la scenografia, la musica e la regia. Nello scenario italiano il drammaturgo è stato sempre messo da parte. Non c'è nessun teatro che sia diretto da un drammaturgo, i direttori sono tutti registi.

Vedete lo speciale RAI Scrittori per un anno, che ha diversi video piacevolissimi per conoscere il percorso teatrale e umano della donna Dacia Maraini.

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