Perché il trucco minerale The Body Shop non può dirsi naturale

Le proposte del marchio The Body Shop sono decisamente originali e golose, si adattano a qualsiasi età e vantano una casa madre di lunga tradizione per quanto riguarda la cosmesi. Tutto bene dunque? Insomma. Perché andando un po' più a fondo vediamo che naturalità ed eticità tanto declamate tendono a vacillare sotto l'occhio di osservatori attenti. Vediamo perché.

Dal 2006 il marchio è ufficialmente figlio L'Oreal (il quale ha comprato di recente anche Urban Decay), di cui si è già parlato a proposito del finto trucco minerale e, sebbene The Body Shop continui ad essere nelle liste cruelty-free, i proventi derivanti dalle vendite vanno nelle casse della casa cosmetica francese, che testa/commissiona a terzi test su animali e che di naturale non ha proprio nulla.

Per ciò che riguarda più nello specifico i prodotti, abbiamo analizzato le liste INCI dei cosmetici di trucco minerale firmati The Body Shop e li abbiamo trovati non in linea con ciò che ci si attende dal make-up naturale. Parliamo dei tre prodotti della serie Extra Virgin Minerals: un fondotinta compatto, uno in polvere libera e uno in consistenza fluida.

Dei tre citati, l'unico davvero naturale e che si avvicina di più agli standard del trucco minerale è quello in polvere. Lista ingredienti corta, niente talco, coloranti derivati esclusivamente da micronizzazione di rocce minerali. L'unica perplessità è la presenza di illite come agente antiagglomerante. L'illite è un'argilla vegetale che viene molto usata nel campo della cosmesi naturale, soprattutto nei dentifrici, grazie al suo potere sbiancante (è leggermente abrasiva). Proprio per questa sua qualità ci viene il dubbio che possa avere azione irritante sulla pelle del viso. Ma ci servono dati più precisi per verificarlo.

Di tutt'altra pasta sono i restanti due fondotinta, che di naturale hanno ben poco. La versione compatta ha il Dimethicone come secondo ingrediente, un silicone sulla cui sicurezza ancora si discute e l'Ethylhexyl Methoxycinnamate come terzo, un fattore di protezione solare su cui sono in corso ancora oggi studi in laboratorio sulla sua effettiva salubrità (potrebbe avere effetti negativi sul sistema endocrino). Più giù nella lista troviamo due additivi sintetici quali Boron Nitride e HDI/Trimethylol Hexyllactone Crosspolymer, da bollino rosso.

Il fondotinta fluido non manca, anche esso, di esibire l'Ethylhexyl Methoxycinnamate, al quinto posto e il PEG-30 Dipolyhydroxystearate, citato in un articolo del Journal of Toxicology riguardo al suo potenziale contenuto di sostanze dannose per la salute, quale l'ossido di etilene, noto per aumentare l'incidenza di tumori al seno e all'utero, di leucemia e cancro al cervello. Un problema comune ai PEG, i quali sono anche "rifiuti" decisamente poco biodegradabili.

Foto | Facebook - The Body Shop

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