Don Andrea Gallo vorrebbe nella Chiesa le donne sacerdoti

Lo chiamano prete anarchico perché rompe le regole, comunista perché fa il tifo per certe idee sinistroidi che forse non sono (ahinoi) neanche più così attuali e lui, Don Andrea Gallo, l'uomo che ha visto nascere la Democrazia e che si reputa figlio del Concilio Vaticano II annuisce e accetta qualsiasi qualifica. Che sia di mentalità più aperta della maggioranza degli ottantaquattrenni di oggi è fuor di dubbio, tuttavia da certe dichiarazioni potremmo definirlo più moderno di gente ben più giovane.

In un'intervista rilasciata alla Prealpina di Varese, Don Gallo mostra la sua idea di parità, sostenendo quanto la discriminazione sessuale nel sacerdozio sia una vera e propria idiozia. Ebbene si, secondo il prete ligure, amico di De Andrè, non ci sono ragioni valide per non avere donne sacerdoti nella Chiesa.

Dell'argomento se ne parla oramai da tempo immemore e le grandi istituzioni ecclesiastiche di stampo cattolico hanno sempre guardato con una certa circospezione la figura della donna prete, anche in astratto. È ancora molto forte la concezione maschilista riguardo all'abito talare e la giustificazione risiede in una concezione paterna e non materna della figura del sacerdote.

Secondo Don Gallo la Chiesa ha bisogno di svecchiarsi, a cominciare dalla parità nel sacerdozio passando anche per la regola ferrea del celibato dei preti. E il Don si scaglia anche contro la chiusura dimostrata spesso e volentieri nei confronti delle istituzioni civili da parte del potere spirituale:

La chiesa è misogina e sessuofobica, è una chiesa delle crociate, l'ultima è stata quella per la fecondazione artificiale: una crociata per convincere gli italiani a non andare a votare, che cosa brutta, l'humus della democrazia.

Don Gallo non le manda certo a dire, questo è ovvio. Parliamo di un prete e di un uomo che si sporca le mani, che si schiera dalla parte degli omosessuali, dei tossicodipendenti e anche dei No Tav. Un personaggio moderno e con le idee ben chiare su come dovrebbe andare veramente il mondo. Se potessimo candidarlo alle prossime elezioni politiche non avremmo proprio dubbi sul fatto che le cose potrebbero cambiare in meglio.

Foto | Getty Images

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