Al Governo slitta la legge sul femminicidio ma passa la Convenzione di Istanbul

Niente legge sul femminicidio, non ancora almeno. Per poter considerare la violenza e l'omicidio di genere un reato punibile con la cosiddetta aggravante dell'ergastolo, i tempi paiono non essere ancora maturi. Al contrario, un traguardo è stato raggiunto oggi con la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, che sancisce i principi per la prevenzione, il trattamento e la pena per questo genere di reati.

La violenza sulle donne viene così annoverata fra le violazioni dei diritti umani e viene definita come una vera e propria forma di discriminazione, che si traduce in danni fisici e/o psicologici contro la persona. Il trattato in questione era già stato sottoscritto lo scorso 27 settembre, ma oggi è arrivata l'approvazione ufficiale al ddl di ratifica che attende solo il vaglio di Camera e Senato.

Come già detto per una legge vera e propria sul femminicidio bisogna ancora attendere, anche se il deputato di Futuro e Libertà, Giulia Bongiorno, dichiara che la proposta di legge è già pronta e nelle mani della commissione. Secondo la Bongiorno ciò che manca non sarebbe la buona volontà ma il tempo e auspica che il prossimo governo, di qualunque colore sia, metta la sicurezza e la tutela delle donne al primo posto della sua agenda.

Intanto il numero di vittime di violenza cresce. Proprio oggi, mentre ci si rallegrava per il traguardo della Convenzione, a Roma Tor Vergata un rumeno incendiava la moglie dopo una furiosa lite. Telefono Rosa, dal canto suo, registra un aumento dei casi di violenza di genere proprio all'interno delle coppie, ben l'85% del totale. E noi, stanche di sentir parlare di attenuanti per il compagno violento di turno, non possiamo che augurarci che una legislazione ad hoc veda presto la luce.

Foto | Getty Images

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