Le donne con la voce maschile sono preferite nei ruoli di leader

Se pensavamo che per coprire ruoli dirigenziali servisse alzare la voce più degli altri ci sbagliavamo di grosso. Dalla Miami University arriva una ricerca che stravolge la nostra concezione di capo carismatico dal vocione tuonante. Lo studio ha dimostrato come uomini, ma soprattutto donne dal tono di voce basso e mascolino, siano da preferire, nei ruoli di leader, alle controparti dalla voce alta e squillante. Il che cozza profondamente con l'idea comune che in campo professionale si debba urlare per farsi rispettare.

La ricerca ha coinvolto due gruppi di 36 membri ciascuno, sessualmente eterogenei. Ai soggetti sono state fatte ascoltare una serie di registrazioni effettuate da uomini e donne, in cui veniva ripetuta la frase "vi esorto a votare per me a novembre", modulata in modo da apparire più o meno stridula o profonda. Alla fine dell'ascolto è stato chiesto di dare delle preferenze.

Il giudizio comune ad entrambi i gruppi è stato di preferire un potenziale candidato politico dalla voce pacata, indipendentemente dal sesso. La ricerca si è concentrata infatti sulla percezione di attrattività, forza e dominanza sociale che una voce può evocare, segnando un passo importante nelle scelte dei leader e sull'influenza che ciascuno di essi può avere sulle altre persone o sui propri sottoposti.

E quindi ecco che le donne con i toni cosiddetti lower-pitched, quindi prettamente bassi e mascolini, risultano più influenti e quindi più indicate per ricoprire cariche dirigenziali, comprese quelle scolastiche. Per tutte le altre, dotate di voce acuta e squillante non resta che mettersi l'anima in pace e continuare a strillare per farsi sentire. Non si incuterà rispetto immediato come avviene per le controparti dal tono suadente, ma almeno un minimo di ordine e disciplina resteranno salve. Ah povere ugole!

Foto | Getty Images

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