Libri di donne: L’harem e l’occidente di Fatima Mernissi

Quadro che riproduce un haremTra le scrittrici che mi sono impegnata a leggere, Fatima Mernissi, classe 1940, meriterebbe un post solo sulla sua vita. Conosciuta da noi per La terrazza proibita, in cui racconta la sua vita in uno degli ultimi harem permessi dalla legge, la Mernissi è una scrittrice marocchina di fama mondiale. In realtà è anche una docente e ricercatrice universitaria di sociologia nonché studiosa del Corano e immersa in mille altri interessi.

L’Harem e l’occidente è il libro che ho amato di più: mentre era in “tour” in Europa per presentare La terrazza proibita, la Mernissi si rese conto che alla parola harem molti ridacchiavano o diventavano ammiccanti. Incuriosita chiese informazioni ad un suo amico francese che le spiegò prontamente la nostra idea di harem.

In realtà fece di più, la portò in giro per musei alla scoperta delle rappresentazioni degli harem dipinte da pittori europei e pieni di donne nude o seminude e molto disponibili. La scrittrice decise allora di proporre al suo pubblico le differenze tra la reale vita in un harem e l’harem immaginato dagli occidentali.

Con molta ironia e acume, la sua analisi dell’immaginario occidentale si è sposata sull’idea di donna ideale con cui noi tutti conviviamo. È sconcertante scoprire che nel mondo orientale, da noi conosciuto solo per le restrizioni imposte alle donne, non c’è conflitto tra bellezza e intelligenza.

Ovvero: l’oca non ha successo. La donna è considerata molto intelligente e per questo pericolosa. D’altronde, come la Mernissi, ci fa notare, anche noi veniamo messe nelle condizioni di non emanciparci: finché saremo troppo occupate a sentirci brutte, grasse, troppo magre, troppo vecchie e così via, non avremo mai il tempo di occuparci dei nostri diritti e del nostro futuro.

La citazione "Per tutta l'infanzia, Jasmina mi ha ripetuto che è normale, per una donna, provare panico al momento di attraversare oceani e fiumi. «Quando una donna si decide a usare le proprie ali, si assume grandi rischi», mi diceva. Non solo credeva che le donne avessero le ali, ma era anche convinta che facessero male a non usarle. ".

Foto | Fickr

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