Le hostess di una volta

divisa delle hostess di voloIn aereo niente sfugge a quel sottile sentore di prossima disgrazia che ci fa pensare al gatto lasciato a casa come a un potenziale orfanello. Ingigantiamo ogni minima vibrazione, ogni immagine impressa sulla retina, ogni sospetto fatalista. Per quanto si voglia dissimulare tale paranoia, immersi nella lettura, apparentemente noncuranti delle migliaia di metri di vuoto che ci separano da una condizione di vita decentemente piantata per terra, navighiamo in pieno cielo anche con la fantasia.

Pur di schiodarci da questo pensiero latente, controproducente e svantaggioso per la compagnia, gli assistenti di volo, un tempo glaciali e irraggiungibili, nuvole alte e gentilissime, hanno dovuto adeguarsi agli standard del mercato e prodigarsi come venditori di ceramiche ambulanti, distributori automatici di lattine a pagamento, spacciatori di orologi placcati e organizzatori di lotterie on board.

Eppure a me bastava guardarli per distrarmi, osservare i dettagli dei foulard stretti al collo, la perfetta stiratura delle pence, il bianco accecante dei denti, dei colletti, sgamare le forcine nascoste negli chignon, cercare di capire l’ordine delle gerarchie interne… Era così rilassante volare scortato da questi angeli retrò che quasi svengo a sapere che già da qualche anno la Ecstasky Airlines prevede che le hostess si cimentino in libidinose lap-dance durante la tratta, che intrattengano i passeggeri con prestazioni erotiche e percorrano l’abitacolo in perizoma… Mi rincuoro solo quando scopro che il link di questa fantomatica compagnia, pubblicizzato da siti come questo, corrisponde a un dominio in vendita. Per riprendermi dallo spavento faccio invece un piacevole giro tra i manichini della collezione di Cliff Muskiet , un nostalgico dei cieli perbene.

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