India, morta la ragazza stuprata sul bus

Non ce l'ha fatta... dopo aver subito un'orribile violenza sotto gli occhi del suo fidanzato, solo per aver preso insieme a lui l'autobus sbagliato, non ce l'ha fatta... Dedichiamo queste righe alla studentessa indiana che poco meno di due settimane fa ha subito uno stupro selvaggio su un mezzo pubblico in un quartiere bene di New Delhi.

La giovane ventitreenne, ricoverata in fin di vita al Mount Elizabeth Hospital di Singapore dove era stata trasferita d'urgenza due giorni fa dopo essere stata vittima della violenza di gruppo, non ha retto alle percosse subite e si è spenta nella serata di ieri.

Un intero Paese è rimasto con il fiato sospeso, dopo aver visto esplodere la rabbia dei suoi cittadini in molteplici manifestazioni in cui è stata urlata la disperazione di tutta la gente esausta dalle sempre più frequenti violenze su donne e bambini, nell'attendere di sapere se l'ultima vittima della crudeltà umana sarebbe riuscita a salvarsi.

Le dichiarazioni del direttore operativo dell'ospedale in cui la studentessa è stata ricoverata, Kelvin Loh, non lasciavano molte speranze su un epilogo positivo:

è con immenso dolore che annunciamo la notizia della sua morte. Al di là degli sforzi fatti da un team di otto specialisti per cercare di mantenerla stabile e in vita, le sue condizioni sono continuate a peggiorare negli ultimi due giorni. E' stata coraggiosa e ha lottato per la sua vita, ma i traumi subiti erano troppo seri.

La giovane, della quale non è stato rivelato il nome per tutelare la sua privacy, è morta in seguito al massacro con sbarre di ferro che ha subito, per poi essere violentata dai sei uomini che si sono accaniti contro di lei per oltre un'ora. Erano tutti a bordo di un bus, prima che la donna venisse poi gettata dall'automezzo in movimento.

Diverse manifestazioni si sono ripetute nella capitale e in varie altre città indiane, con una mobilitazione generale della polizia che a più riprese ha fatto fatica a contenere l'impeto dei dimostranti, per lo più giovani, e appartenenti anche ai più diversi settori sociali indiani.

Il terribile avvenimento, non il primo e non l'ultimo in India dove le violenze ai danni delle donne sono aumentate negli ultimi sei anni del 25%, ha scioccato l'intero Paese e ha spinto Sonia Gandhi, presidente del partito del Congresso, ad invocare «una rapida azione della giustizia», poiché:

la morte di questa coraggiosa ragazza ci spinge a rinnovare il nostro sforzo per combattere le forze disgreganti che sono alla base dell'orrendo delitto. Vi assicuro che la vostra rabbia, la vostra voce, sono stati ascoltati e che tutto sarà messo in opera per punire i colpevoli e per impedire che simili episodi possano ripetersi. Come donna e come madre mi unisco alla preoccupazione generale per la crescente violenza nei confronti delle donne.

Via | corriere.it

Foto | Getty Images

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