La bellezza non è un valore

Berlusconi e le belle donne

E’ sicuramente questione di femminilità. Soprattutto, forse. Una donna che veramente si definisce bella non è detto che abbia un volto dall’incarnato perfetto, pelle liscia senza macchie e senza rughe. Una donna veramente bella è piacevole, è serena, è armoniosa, è sicura di sé, è fiduciosa, è in pace con sé stessa. Una persona gradevole nei modi è gradevole anche alla vista.

Ma la realtà, malata a tutti gli effetti, è un’altra: una donna su due giudica la bellezza esteriore un vero e proprio valore. Nella nostra società avere un aspetto piacente e appariscente è una priorità accettata e ricercata. Tra le donne che considerano la bellezza un vero e proprio valore, il 25% assegna il massimo punteggio in una scala da 1 a 10, ma anche il 54% dà comunque un punteggio molto alto: tra il 7 e il 9. In conclusione, circa 8 donne su 10 considerano la bellezza un valore primario.

E non finisce qui, perché per molte donne (precisamente due su tre, pari al 67%), le sole capacità professionali non bastano più: in tempi come questi, negli ambienti lavorativi, occorre puntare sull’aspetto fisico. La TV la fa da padrona alla luce dei modelli che cerca di affermare con ogni mezzo: ragazze di bell'aspetto, appariscenti, truccatissime, svestite-praticamente-nude la cui massima ambizione e capacità è sculettare. Sono queste le nuove (moderne?) grandi conquiste del genere femminile? Che stupide tutte quelle donne che hanno dedicato la loro vita allo studio, alla professione, alla scienza, agli altri o alla famiglia.

Solo per una piccola minoranza essere belle vuol dire avere un aspetto equilibrato e naturale ed essere in armonia con la propria età.

Il ritratto della donna che emerge è poco incoraggiante. In queste condizioni e con queste convinzioni, in che modo si possono portare avanti le battaglie per la parità o per veder riconosciuti i giusti meriti? Se l’uomo non ha bisogno di ricorrere all’aspetto fisico o al "valore della bellezza" per essere ritenuti idonei, adeguati e capaci, perché lo deve fare la donna?

Non tutti gli uomini sono intelligenti, brillanti e abili allo stesso modo, eppure non si svendono in questo triste modo, non ricorrono all’apparenza per ottenere qualcosa. Perché invece la donna è diventato un essere di così valore? Perché alla donna continua a piacere essere considerata inferiore e incapace rispetto all’uomo? Perché la donna continua a ricorrere a stratagemmi così poco nobili?

Ma soprattutto, da quando la bellezza è un valore? Come e quando i veri valori etici e morali si sono allargati fino alla bellezza? E perché allora l’intelligenza non ne fa parte?

Occorre fare chiarezza nella mente di molti uomini e donne, perché le cose non stanno propriamente così. I valori, morali-etici-ideali, le virtù, non hanno niente a che vedere con la bellezza, nemmeno per "estensione", "modernità", "in senso lato" o "impropriamente". Cerchiamo di ristabilire l’ordine giusto delle cose e il loro preciso significato, perché oggi è consuetudine confondere, fraintendere, mischiare, distorcere e stravolgere concetti chiari e inequivocabili. Con troppa facilità si parla e si spiega in maniera approssimata, vaga e scorretta, facendo passare per normale, cose che normali non sono e facendo passare per giuste, cose che giuste non sono.

Che cos’è la bellezza? Spesso ci siamo interrogati su questo concetto, ma di sicuro non è un valore e chi sostiene ciò non è dalla parte delle donne. Non lamentiamoci se la condizione femminile lascia ancora a desiderare: basta una sola donna che si vanti di aver raggiunto o guadagnato qualcosa per mezzo del suo aspetto fisico per frantumare il progresso conquistato da chi vive lottando contro tutto questo, proprio per vedere affermati i veri valori e riconosciute le vere capacità dell’individuo.

Essere belle è qualcosa di superiore: le diffuse mediocrità e volgarità non si avvicinano nemmeno lontanamente a questo concetto. Non basta portare una minigonna o partecipare al concorso di Miss Italia per essere belle. E attenzione, non intendo le "belle donne" del nostro caro Premier, tutt'altro, parlo di donne belle: una rarità.

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