Le mamme gay avranno gli stessi diritti delle coppie etero nell'Ospedale di Padova

mamme gay

Dove non arriva la politica, arriva il buon senso delle persone. Presso l'Ospedale di Padova è stato compiuto un piccolo ma significativo passo in avanti verso il riconoscimento delle coppie omosessuali: è accaduto nel reparto più bello, quello di ostetricia, dove ora anche le mamme gay potranno avere lo stesso braccialetto che veniva dato ai papà per poter accedere alla nursery e ammirare il proprio bebè.

Fino a qualche tempo fa, infatti, per garantire la massima sicurezza ai bambini appena nati, venivano forniti di braccialetto identificativo non solo la mamma e il neonato, ma anche il papà, che poteva orgogliosamente portare al braccio la scritta "padre". Quando all'ospedale si è presentata una coppia di donne, i medici hanno dovuto fare una piccola modificata: su quel braccialetto ora c'è scritto un generico "partner", per permettere anche alle mamme gay gli stessi diritti dei papà!

L'azienda ospedaliera della città veneta si è trovata di fronte ad un caso particolare, non previsto dalla legge: un bambino nato dall'unione di due donne. La dicitura "padre" sul braccialetto identificativo non era più idonea e così la decisione di cambiare il nome, proponendo un termine più generico che potesse così includere l'altro genitore del neonato, sia che si trattasse di un uomo sia che si trattasse di una donna.

Giovanni Battista Nardelli, che dirige il reparto di ostetricia dell'ospedale, ha così compiuto un passo storico nel riconoscimento delle coppie gay:

Di fronte a questa situazione abbiamo capito che la dicitura “padre” avrebbe, di lì in avanti, potuto creare inopportuni imbarazzi per i genitori. Ne è nato un percorso di verifica con la direzione sanitaria fino alla soluzione: abbiamo modificato i bracciali, non facendo più scrivere “padre”, ma un più generico “partner”. E' stato un processo lungo, scattato a seguito di un evento oggettivo, che ci ha permesso però di compiere una riflessione fondamentale.

La questione è stata così risolta semplicemente: a nessuno importava come fosse stato concepito quel bambino, ma solo il poter dare all'altro genitore gli stessi diritti dei papà maschi. Una questione urgente, da risolvere in fretta, anche perché, come sottolineato dal direttore della Clinica Ginecologica:

Ci troviamo di fronte a cambiamenti culturali e sociali cui noi clinici dobbiamo saper rispondere in modo adeguato.

Quando ragionerà così anche la politica?

Foto | Flickr

Via | Il mattino di Padova

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