Cuba: Yoani Sanchez chiede aiuto a Lula



Organizzare le rivoluzioni culturali sembra essere una capacità tutta, o quasi, femminile. Persino il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama non sarebbe così cool se al fianco non avrebbe la moglie Michelle sempre più impegnata a corregge le cattive abitudini degli americani.

Tanta fortuna non è toccata ad Aung San Suu Kyi, esponente politico birmano agli arresti domiciliari già vincitrice di un Nobel, che non avendo un uomo al suo fianco riesce con molte difficoltà a contrastare i militari che non le permettono di esercitare l’attività di primo ministro.

Meglio potrebbe andare a Yoani Sanchez che da anni racconta, attraverso il suo celebre blog, Cuba a tutte quelle persona tuttora convinte che il lavoro di Fidel Castro sia da premiare. Stanca di quanto accade nel suo paese, che non può lasciare, ha chiesto pubblicamente aiuto al primo ministro brasiliano Lula che da tempo, come nel caso di Cesare Battisti, si prodiga per difendere anche le persone meno meritevoli.

Scrive Yoani Sanchez:

“Mi illudo che chi governa il mio paese voglia mantenere viva la sua fiducia e penso che se ci fosse un invito ufficiale mi permetterebbe di visitare il Brasile. Lei non deve far altro che chiedere in mio nome ciò che per qualsiasi cittadino brasiliano - e per qualunque essere umano - è un diritto inalienabile.

Mi perdoni per averle rubato il tempo che le è costato leggere questa lettera e mi perdoni anche per averla scritta in spagnolo. Tuttavia, non mi perdoni di pensare che lei auspichi per i cubani il compimento degli stessi diritti che desidera per i brasiliani”.

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