I pirati son tornati: per fortuna!

bloom pirati dei caraibiNormalmente passo per una con un certo senso critico, capace di distinguere ciò che in un prodotto non funziona a prescindere dallo specchietto per allodole usato per attirare la mia attenzione. Soprattutto per quanto riguarda il cinema. Ma, c'è un ma.

Sarà che mi si è obnubilato il senso critico di cui sopra a causa di uno specchietto troppo accecante, ma ho letteralmente adorato l'ultimo capitolo della saga di "Pirati dei Caraibi", nonostante all'accendersi delle luci in sala le facce dei miei amici fossero deluse e annoiate. Io con un sorriso a 320 denti me lo sarei visto altre tre volte. Effettivamente c'è qualcosa che non va nel film, ma io ero (e sono) troppo presa dalla trasformazione di Will Turner in pirata per sempre: lui, Orlando Bloom, specchietto ben direzionato, bellissimo, persino un po' calcolatore. Io, allodola caduta in pieno nella trappola perchè a lui proprio non resisto (e come me molte altre Pink fra scrittrici e lettrici).

Cosa dire? Andrò a rispolverarmi i manuali di sceneggiatura per scovare tutti gli errori strutturali di "Ai confini del mondo", ma so già che c'è poco da fare: se sono riuscita a vedermi tutto "Troy" che è obiettivamente brutto, significa che il potere di Orlando va oltre ogni paradigma strutturale...

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