Libri di donne: Tre donne forti di Marie Ndiaye

Foto dell'autriceTre donne forti di Marie Ndiaye, edito da Giunti, merita un posto nella nostra biblioteca. La sua autrice è nata in Francia nel 1967 da padre senegalese e madre francese e ha pubblicato già una ventina di titoli, ma con Tre donne forti ha vinto il Prix Goncourt 2009.

In questi tre lunghi racconti, Marie Ndiaye ci presenta tre donne: due, Norah e Khadi Demba, direttamente protagoniste delle vicende narrate, una, Fanta, apparentemente in secondo piano in quanto moglie e unico punto di riferimento del personaggio maschile che domina la scena.

Tutte sono di origine africana e tutte sono in movimento: una di loro approda in Francia a seguito del marito, una, di madre francese, torna in Senegal per rivedere il padre e il fratello, l'ultima è in fuga dal continente africano verso l'Europa.

Ho trovato molto interessante il contrasto tra la solidità interiore di queste donne e il loro continuo andare e venire non solo da un luogo fisico, ma anche dalle relazioni che hanno intessuto negli anni. Apparentemente dure, tanto da risultare incomprensibili, a volte, per chi vive loro accanto, sono invece in grado di evolversi e di accettare nuovi pensieri, emozioni, viaggi, pur di restare fedeli alla verità dell'esistenza.

Se cercate un libro da leggere sotto l'ombrellone lasciate perdere. Se invece cercate quello che un libro deve dare, ovvero il piacere della lettura e del pensiero messi insieme, allora siete sulla strada giusta. Non vorrei però darvi troppi dettagli sulla storia, perché questo è un libro che va scoperto e centellinato lentamente.

Personalmente, già dalle prime righe mi sono ritrovata a pensare: finalmente della vera letteratura! La NDiaye scrive egregiamente, con un'esperienza ed uno spessore che oggi è di pochi.

La sua scrittura è ricca, non semplice: usando periodi lunghissimi, molte incidentali e a volte poca punteggiatura, costringe il lettore a tornare più volte sulla frase, ma sempre con piacere e sorpresa. E' come un buon vino: non puoi buttarlo giù di colpo, devi assaporarlo e annusarlo. Armarsi di pazienza per godere di un racconto non è più una nostra abitudine, ma con questo libro è necessario.

Verremo ricompensati non solo dal piacere della lettura, ma anche dallo scoprire con quanta sottigliezza e acume questa scrittrice riesce a scandagliare l'animo umano e a descriverne le sfumature dei sentimenti e dei pensieri, in modo quasi magico. Ecco, la magia. Questo è un altro motivo per comprare questo libro.

Lentamente, seguendo la storia di queste donne, entriamo in una cultura che spesso crediamo di conoscere ma che solitamente riduciamo a pochi luoghi comuni e spesso, se non svilenti, sicuramente pronti a sminuirne la profondità e lo spessore. Ma la magia che ci porta a conoscere la NDiaye non è semplicemente quella del Senegal, ma quella della forza femminile che noi stesse abbiamo imparato a sottovalutare e che è forse ora di riconoscere.

In queste ultime settimane l'unico altro libro in grado di stupirmi così è stato quello di Camilla Baresani, ma devo ammettere che questo livello di scrittura colloca la NDiaye tra i migliori autori dei nostri tempi, al di là delle mode imperanti in certi circoli letterari.

La citazione:

Non ha senso né interesse avere per padre un uomo col quale non ci si può letteralmente intendere e il cui attaccamento è sempre stato molto dubbio, pensava Norah una volta di più, tranquillamente però, ormai senza fremere per questo sentimento di impotenza, rabbia e scoramento che un tempo la distruggeva ogni volta che le circostanze le facevano sbattere il naso contro le irrimediabili differenze di educazione, di punti di vista, di percezione del mondo fra quell'uomo dalle passioni fredde, che aveva passato solo qualche anno in Francia, e lei che invece ci viveva da sempre e il cui cuore era ardente e vulnerabile.

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