Libri per ragazze: Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra di Claudia Durastanti

Copertina del libroUn giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra di Claudia Durastanti racconta le storie di tre coppie di ragazzi ambientate in tre decenni di storia americana. Michael e Jane, Francis e Zelda, Edward e Ginger vivono la loro vita spesso operando scelte esistenziali del tutto casuali, senza un progetto, senza un fine, come trascinati dagli eventi o dai condizionamenti dell'ambiente in cui vivono.

E' un' America piuttosto triste, ripiegata su stessa e sulle proprie mode intellettuali quella che vediamo nel libro della Durastanti e anche i protagonisti delle sue storie non sono da meno, con le loro morbosità, la loro noncuranza morale e progettuale, il loro lasciarsi andare alla deriva.

Le storie di queste tre coppie, onestamente, le avrei trovate più interessanti se sganciate dal contesto storico cui, secondo me, si cerca forzatamente di tenerle ancorate. Tutte le citazioni e le descrizioni e le allusioni a personaggi ed eventi che hanno caratterizzato questi tre decenni di storia americana sembrano vuote e senz'anima, rispetto ai personaggi che le abitano.

Claudia Durastanti padroneggia bene la scrittura e anche la descrizione degli ambienti, ma credo abbia deciso di narrare storie troppo lontane, non mi riferisco solo ai riferimenti storici, da se stessa. Ora, non esistono romanzi di pura invenzione: ogni scrittore mette nei suoi libri un'esperienza propria o altrui che gli sta a cuore.

Leggerò con curiosità un nuovo libro di questa giovane scrittrice, sperando che nel frattempo abbia trovato una strada sua personalissima, magari raccontando di sé, dei suoi tempi e del luogo in cui vive senza spostare le tematiche tipiche della narrativa giovane in contesti lontani da lei.

La citazione:

Si sporge a darmi un bacio sulla guancia. Sento il sudore che le scorre sotto la camicia, l'effetto del deodorante che è meno forte di qualche ora fa, tutti i suoi tentativi di restare in ordine traditi dalle sostanze ingovernabili uscite dal suo corpo. Ieri sera dopo la festa sono riuscito a convincerla a farlo nella doccia, l'ho girata di spalle e le ho sbattuto le braccia sulle piastrelle. Quando abbiamo finito ha azionato il getto dell'acqua e siamo rimasti lì sotto a farci gli scherzi. Più tardi, in camera, si è addormentata raggomitolandosi sulla sua pancia e io ho acceso il computer per farmi una partita a Space Invaders.

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