Leghiste, pioniere di una nuova politica



Negli stessi giorni in cui Nichi Vendola annunciava che la nuova giunta, della propria amministrazione, è composta per metà da donne nelle libreria arrivava “Leghiste, pioniere di una nuova politica” il nuovo libro di Cristina Giudici.

Come facilmente si può dedurre dal titolo il volume si occupa di una categoria di donne che non ha ottenuto ancora gli onori della cronaca. Fatta eccezione per Miss Padania nella Lega Nord non c’è traccia di femmina.

Certe e storiche affermazioni del leader, Umberto Bossi (che sovente ha utilizzato come argomento propagandistico la propria erezione), hanno indotto l’opinione pubblica a pensare che del clan di Luca Zaia e Roberto Cota facessero parte solo gli uomini.

Invece No. Anche le donne ne fanno parte. Non so voi ma a me il dato fa riflettere. Si può continuare a sostenere pubblicamente che la società italiana è maschilista, per tanto da riformare, se nell’intimità della cabina elettorale ci sono femmine che sostengono un partito che di quote rosa non ne ha neanche per sbaglio mai parlato?

Se il centro-sinistra non è più l’interlocutore adatto per ragionare di pari opportunità, secondo voi, che partito ha fatto di più per le donne in Italia?

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