Christy Turlington, dalla moda al cinema con "No woman, No cry" per la salute e i diritti delle donne

Christy Turlington, modella simbolo della generazione delle prime Top model con la "T" maiuscola (Christy, Helena, Cindy, Claudia Linda) debutterà come regista al Tribeca Film Festival con “No woman, no cry”, un appassionante documentario che denuncia l’altissimo tasso di mortalità per le donne in gravidanza nei Paesi poveri. Come è avvenuto l’avvicinamento della Turlington ad un realtà del genere?

“L’interesse per il documentario c’era da tempo - dichiara la Turlington - ma il viaggio in Perù al seguito dell’organizzazione umanitaria Care, con la quale collaboro, mi ha letteralmente aperto gli occhi. Mezzo milione di donne muoiono in gravidanza o durante il parto ogni anno; ma la cosa più difficile da accettare è che il 90% di queste morti sarebbero evitabili con un adeguato sistema sanitario.”

Il tutto parte anche da una riflessione di tipo personale, tra i contenuti del sito dedicato al film la Turlington racconta di aver avuto delle complicazioni dopo la nascita del primo figlio. Un intero team di dottori è intervenuto per prestarle le cure necessarie ed il pensare che nel mondo ogni anno 500.000 donne muoiono di complicazioni del parto che potrebbero essere prevenute e curate nel 90% dei casi le ha posto la necessità di investigare questo aspetto della salute delle donne.

Da due anni la modella ha lavorato su questo progetto che raccoglie le esperienze di diverse donne nel mondo, in pericolo di vita solo perché incinte. Una madre Maasai e un’altra Bangladese non possono provvedere alle cure necessarie perché non esistono strutture in grado di assisterle, mentre in Guatemala l’unica speranza di vita per la madre è l’aborto. Durante la narrazione non mancano riferimenti e denunce nei confronti delle Nazioni Unite che, nonostante il grado di sviluppo e la disponibilità di strutture all’avanguardia, presentano ancora un tasso di mortalità pari a quello della Bosnia, del Qwait, della Slovenia o dell’Ungheria.

Si avvicina la Festa della Mamma ed una riflessione sul rischio che molte donne corrono per diventare madri in tutto il mondo sorge spontanea.

Foto | Everymothercounts

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