Miss Francia è intrappolata tra la morale anni Cinquanta e Berlusconi

miss francia fontenayGeneviève de Fontaney ha diretto il concorso di Miss Francia per metà secolo, cercando di mantenerlo sobrio ed invariato dagli anni Cinquanta ad oggi, contro la tendenza generale a candidare Miss coperte il minimo indispensabile.

Fino ad oggi, quando la 77enne francese si trova a combattere - indirettamente - contro il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi per difendere la morale delle reginette di Francia contro la tendenza alla mercificazione televisiva del corpo delle donne, di cui in Italia siamo maestri, sarà mica un caso.

La lotta tra la Signora de Fontenay e la società di Berlusconi avrà luogo a botta di share, ora che Endemol Francia ha i diritti per la trasmissione di Miss Francia, comprati per 10 milioni di euro 8 anni fa da Geneviève de Fontenay stessa, rimasta responsabile della selezione e del concorso. La signora della bellezza ha dovuto rinunciare prima alla crocchia in testa a favore dei capelli sciolti, poi al costume intero per il bikini. Ora che la Endemol invita le ragazze a spogliarsi in pubblico e a rimanere in abiti succinti, secondo una tradizione da concorso di bellezza a noi ben nota, per Geneviève de Fontenay è davvero troppo.

L'austera signora ha annunciato battaglia contro Miss Trash, così come riporta il Times, via un concorso parallelo a quello di Miss Francia in cui Miss Francia verrà eletta non in base ai cm di pelle scoperta, ma così come lo è stata dal 1954 ad oggi, in base ai suoi valori, al rigore, alla morale, ed anche alla sua bellezza. Anacronistico? Se la selezione regionale parallela dovesse far arrivare le ragazze fino al palco del tv show, lo share ne beneficerà, altrimenti Miss Francia sarà una reginetta di bellezza simile a tutte le altre a cui siamo abituati, non per niente Mediaset ha società in Paesi diversi.

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