Australia 2010: ancora i jeans come ostacolo alla violenza sessuale sulle donne

Quando nel 1999 la famigerata sentenza dei “Jeans anti-stupro” fu emessa in Italia, qualcuno a ragion veduta si vergognò di essere Italiano. Non per voler spezzare lance in favore di un paese contraddittorio e problematico come il nostro, ma a quanto pare non si è trattato di una nostra limitazione culturale, forse è sessismo e basta. Nella progredita Australia, arrivano a porsi quesiti simili sulla portabilità di un jeans in un contesto di violenza sessuale.

Secondo quanto riporta l’articolo del Sydney Morning Herald, durante un processo per violenza sessuale la giuria manda una nota al giudice chiedendo spiegazioni su come l’imputato avesse potuto togliere i jeans alla vittima, dal momento che quel tipo di indumento difficilmente si può togliere senza un minimo di collaborazione – questo per la giuria bastava già ad assolvere l’imputato.

La giuria sentenziò che l’assalitore (un cuoco della marina militare) non avrebbe potuto togliere i jeans alla ragazza ma sarebbe stato quindi aiutato dalla presunta vittima che quindi si rivelava consenziente. Imputato assolto. Il pensiero che sotto la minaccia di un aggressore si arrivi ad assecondare ogni richiesta sperando di scongiurare un male peggiore non riesce ad entrare nella mentalità di alcune persone.

Nel leggere oggi di queste vicende vi sembra di vivere nel 2010 o sentite un flash-back nell'era del Medioevo?

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail