Superare l'amore perduto, i 5 consigli più efficaci

L'amore che poté morire non era amore”, disse Berthold Auerbach. “Quando un amore è finito se ne perde perfino la memoria”, amava dire Pedro Calderón de la Barca. “Ogni amore fa sempre una brutta fine, tanto più brutta quanto più divino, più alato era il suo principio”, affermò Charles Baudelaire. "Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla", in questo modo Cesare Pavese sintetizza benissimo la condizione in cui ci si trova quando finisce un amore.

Star male è normalissimo, purtroppo però in alcuni casi la tristezza per la perdita non svanisce, ma anzi peggiora e si trasforma in depressione. Questo è assolutamente sbagliato, non esiste al mondo una ragione per cui doversi ridurre ad uno stato tale di sofferenza. E’ vero, lavorare sui disagi dovuti ai problemi di coppia è particolarmente complesso, poiché entrano in gioco società, cultura, carattere, valori, capacità di sentire le emozioni. Ma quando un amore finisce diventa necessario un percorso di crescita personale atto a superarlo e migliorare se stessi. Ecco quindi per voi 5 consigli efficaci per superare l’amore perduto e rinascere.

CONSIGLIO N°1 - Accettare. Accettare. Accettare.

Senza un’accettazione è impossibile qualsiasi percorso di rinascita. Non è per niente facile, ma è una strada obbligata. Bisogna riconoscere tutto quello che è successo, vedere la situazione per quella che è e lavorare sulla nuova realtà: l’amore è finito, anche se è avvenuto in maniera improvvisa ed imprevista, siamo disarmati, distrutti, profondamente deboli. Non negarlo né minimizzare. Non bisogna vivere nella vana speranza che l’altro ritornerà. Concedetevi anche un periodo di lutto, più o meno lungo lo saprete voi. In questo periodo buttate fuori tutto il dolore e la rabbia che sopraggiungeranno. Piangete, sfogatevi con gli amici, state più tempo possibile con loro, sfogatevi in palestra. Una scelta è stata fatta: andare avanti per la propria strada accettando il cambio di rotta. Altre opportunità si apriranno.

CONSIGLIO N°2 – Distacco assoluto

Distacco assoluto dalla persona che ci ha lasciato. Niente messaggi, niente telefonate, niente email, niente tweet. Niente di niente. Se vi balena per la mente l’idea di mantenere una relazione d’amicizia, scordatevela, non fate questo errore. Prolungherete solo la vostra agonia. Evitate anche i luoghi del vecchio rapporto. Non siate assassini di voi stessi che ritornate sul luogo del delitto. Non è in questo modo che sentirete meno dolore, anzi correte il rischio di aumentarlo a dismisura. Se potete andare via, cambiare casa, andare in vacanza, andare a trovare quel lontano parente che era nei vostri pensieri da tanto, fatelo senza pensarci troppo. Prima di poter pensare di avere anche un semplicissimo rapporto formale con chi ci ha lasciato, occorre molto molto tempo. Ora la priorità è volersi bene e allontanare tutto ciò che ora è tossico per la nostra vita.

CONSIGLIO N°3 – Riscoprire se stessi con ciò che ci piace

Fare tutto ciò che è positivo per noi. Riempire spazi e tempi. Cercarsi quegli interessi che in passato non avevamo avuto tempo di seguire. Prendersi cura di se stessi anche a livello fisico. Quale miglior occasione per godersi il piacere di un ciclo di massaggi rilassanti, fine settimana in una spa in compagnia della simpatia degli amici, andare la palestra per scoprire i benefici per corpo e mente? L’uomo non è fatto per essere solo e mal sopporta il vuoto, soprattutto quello lasciato dai sentimenti. Se non colmiamo questo vuoto in maniera positiva per noi, la dipendenza dal nostro ex diventerà un tarlo e convivrà con noi troppo a lungo. “Quello che non uccide, fortifica”, diceva Nieztsche e la fine di un amore è sempre un grande momento di crescita personale e di rafforzamento delle proprie capacità. Quando si sarà superato questo mare in tempesta che è la fine di un rapporto d’amore, ci scopriremo più sicuri di noi, avremmo conosciuto meglio noi stessi, saremmo più forti e più adulti.

CONSIGLIO N°4 – Il segreto è negli abbandoni del passato

Il nostro modo di superare la fine di un amore importante è strettamente legato agli abbandoni vissuti in età infantile. Facciamo uno sforzo di memoria e se non ci riusciamo chiediamolo ai nostri genitori, nonni o zii che hanno vissuto con noi. Il modo in cui siamo stati abbandonati da piccoli, come lo abbiamo vissuto e affrontato sarà il medesimo che metteremo in atto da adulti. Una volta che avrete capito questo, romperete la ripetizione di un copione negativo e potrete ascendere alla vita da adulto. In tal senso Maria Montessori ha contribuito a codificare un verso di William Wordsworth: “Il bambino è padre dell’uomo”.

CONSIGLIO N° 5 – Il tempo è vostro alleato

Se vi sarete distaccati, ogni giorno che passa, sarà un giorno migliore. Alcuni esperti sostengono che siano necessari almeno sei mesi per superare un lutto o un abbandono, ma la verità è che il tempo cronologico gioca solo una parte. Il resto appartiene a Kairòs, ovvero al tempo individuale, il tempo che è solo nostro, quello che ci permette di raggiungere il momento di dire definitivamente “basta”, quello necessario per tutti i nostri cambiamenti interiori, quello attraverso il quale ci rendiamo conto che dobbiamo chiudere quel libro ed aprirne uno nuovo. Arriverà un momento in cui aprirete gli occhi e vi accorgerete di essere guariti e che l’amore è fuori che vi aspetta.

"Si è proteso su degli abissi. Ha rischiato più volte di cadere. Ma alla fine non è precipitato. In bilico sul vuoto, non ha conosciuto la caduta. Ci sono stati cedimenti, sbandamenti, delusioni, scoramenti, ma la vita l'ha sempre avuta vinta”. (P. Besson)

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