Torna in parrocchia il parroco che dava la colpa alle donne uccise per femminicidio

Lerici continua ad essere nell'occhio del ciclone. Dopo la querelle nata in periodo natalizio attorno al famoso volantino sul femminicidio di Don Piero Corsi, che invitava le donne a fare "sana autocritica" su loro stesse e sui loro comportamenti giudicati poco onorati, oggi si torna a parlare del caso. L'autore del volantinaggio, è infatti di recente tornato in parrocchia dopo un periodo di riposo coatto, ordinato dal suo vescovo, il quale non aveva gradito affatto il gesto del sacerdote.

Ricordiamo brevemente i pregressi. Pontifex, giornale online di stampo cristiano-cattolico, aveva tuonato per bocca di un suo articolista, che la responsabilità delle donne nei casi di femminicidio e violenze domestiche, era grande e tanta. Di tutta risposta Don Corsi, alias "il provocatore", si era dato all'arte del pasquinaggio scopiazzato, affiggendo nella bacheca della propria chiesa il testo dell'articolo, suscitando sdegno e giuste proteste.

Proteste che erano arrivate all'orecchio del vescovo di La Spezia, Mons. Palletti, che aveva ordinato al parroco di ritirare il volantino e di farsi una vacanza forzata sui colli di San Terenzo, per riflettere sui propri peccati. E noi aggiungiamo, anche per far calmare le acque in paese. Nel mentre, la Lerici civile, organizzava incontri in municipio, arricchiti dalla presenza di giornalisti d'inchiesta, quali Riccardo Iacona, per parlare con serietà e cognizione di causa di violenza sulle donne.

Don Corsi, dalla sua, terminato l'esilio, si è ripresentato in canonica già domenica scorsa per celebrare Messa. E la cosa, ovviamente, non è proprio passata inosservata. Il prete spezzino, che aveva ufficialmente abbassato la testa dinanzi a vescovo e paese, riconoscendo di aver sbagliato, mosso da una semplice voglia di punzecchiare per far riflettere sulla crisi del matrimonio dei tempi moderni, non ha mai dato davvero l'impressione di aver compreso appieno l'errore.

Tanto più che su Facebook sorgono come funghi (velenosi!) gruppi di sostegno al parroco di Lerici, che lo etichettano come un Brave Heart dei giorni nostri! In particolare ci colpisce la pagina che titola Don Piero Corsi" Grande Eroe, in cui si leggono frasi del tipo:

Vedo che la mia lettera non ha avuto molti effetti visto che continuo a vedere donne che si atteggiano e se la tirano con minigonne e scarpe aperte in pieno inverno, non mi meraviglia che le violenze continuano ad aumentare!

Ma non solo, il curatore di tale pagina web (probabilmente lo stesso Don Corsi) si scaglia anche contro alcune utenti donne, sostenendo che siano loro a cercare la violenza, concludendo:

se qualche maniaco dovesse molestarvi noi non faremo nulla per fermarlo, dovrete affrontarlo da sole!

Solo un paio di commenti. Uno: alla faccia della morale cristiana, del perdono, del porgi l'altra guancia e anche dell'umiltà, che dovrebbe suggerire un comportamento più rispettoso e meno spaccone. Due: ci auguriamo di cuore che la Curia di La Spezia venga informata del perseverante atteggiamento di Don Corsi e stavolta non si limiti al riposo riflessivo sui colli liguri. Noi di Pink avremmo giusto un paio di idee su dove mandarlo. Ma siccome siamo signore educate, taciamo e le lasciamo alla fantasia di chi legge. Amen!

Foto | Facebook

  • shares
  • Mail