La classifica delle donne più cattive di sempre: Belle Gunness

Al sesto posto della classifica delle donne più cattive di sempre, che stiamo piano piano scalando, c'è un'altra serial killer dopo Beverley Gail Allitt: la donna in questione si chiamava Belle Gunness e il mistero che avvolge la sua esistenza si tinge di un rosso acceso, testimonianza di una scia di sangue interminabile e spaventosa.

Non si è mai riusciti a scoprire quante vittime abbia mietuto Belle, ma si presume che siano circa una quarantina. Tra cui compaiono due mariti, vari spasimanti e addirittura i figli. Inspiegabilmente, ogni volta che a Belle qualcosa non piaceva, quel "qualcosa" spariva, senza lasciare traccia. Una figlia partita per il college all'improvviso, senza salutare nessuno. Un marito morto per una medicina sbagliata (e i soldi delle due assicurazioni sulla vita investiti da Belle in un negozio di abiti). Lo stesso negozio di abiti andato in fumo in un incendio (i cui soldi del risarcimento assicurativo servirono per acquistare invece una fattoria). Pretendenti attirati con la promessa di onestà, che prima di fuggire lasciavano immancabilmente del denaro a Belle.

Ogni cambiamento d'umore, ogni difficoltà nella vita di Belle equivaleva a una scomparsa, a una distruzione. Finchè dopo l'incendio che devastò anche la sua stessa fattoria e in cui furono rinvenuti diversi corpi (ma non quello della donna), nel terreno accanto alla casa furono trovati i resti di molte delle persone scomparse gli anni addietro, tra cui la figlia e numerosi pretendenti.

Belle visse durante l'ultima metà dell'800, era di origine norvegese, ma esercitò la sua "professione" di serial killer in America. Era alta 1,73 e pesava 91 kg, motivo per cui riusciva a svolgere molti lavori pesanti, tra cui quello di scaraventare pesantemente un tritacarne sulla testa del suo secondo marito (episodio a cui assistette la figlia uccisa in seguito). Motivo per cui, inoltre, molti dei vicini sospettavano che in realtà Belle fosse un uomo sotto mentite spoglie. Particolare tuttavia irrilevante ai fini della sua follia, indifferente, macabra, terribile. Come se non si accorgesse delle conseguenze delle sue azioni, come se uccidere fosse la soluzione a tutti i suoi mali.

La storia di Belle mi ricorda il film "La famiglia omicidi", ma purtroppo non mi suscita altrettante risate: la lucidità di questa donna ha un che di talmente sinistro da non sembrare nemmeno umano. E mi chiedo se la sua possa essere definita veramente cattiveria. Mano a mano che scaliamo la classifica, il giudizio sui sentimenti umani più negativi e distruttivi, si fa sempre più confuso; la paura si mescola all'obiettività, paura di scoprire baratri profondi che possono attanagliare la mente e che minacciano di non avere più nulla di umanamente sondabile. Nemmeno gli istinti esistono in questa storia: l'istinto materno, l'istinto di conservazione della specie, l'istinto di sopravvivenza. Tutto azzerato, come se Belle fosse vissuta in un mondo completamente "altro".

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