La classifica delle donne più cattive di sempre: Mary Ann Cotton

Al quinto posto della classifica delle donne più cattive di sempre, troviamo Mary Ann Cotton, serial killer inglese vissuta tra 1832 e il 1873. Il suo modus operandi e le vittime scelte per i suoi crimini, la accomunano con la donna che la precede nella classifica, Belle Gunness. In una cosa sola si differenzia nettamente: l'arma del delitto. Mentre Belle spesso affrontava le sue vittime "di petto", arrivando ad ammazzare un uomo con un tritacarne, in virtù anche della sua corporatura molto massiccia, Mary Ann scelse un unico strumento che negli anni imparò ad affinare: l'arsenico.

Nell'Ottocente l'arsenico era facilmente reperibile dal droghiere, poichè utilizzato come veleno per topi, ma anche in piccole dosi come una specie di "viagra". A seconda di come veniva somministrato, questo veleno poteva essere utilizzato per inscenare apparenti morti naturali, improvvise oppure preparate da una "lunga malattia". L'arsenico viene considerata un'arma tipicamente femminile (almeno per quel periodo), perchè può essere mescolata facilmente a cibi e bevande senza lasciare tracce e perchè permette alle donne di insidiare subdolamente le loro vittime, senza doverle affrontare direttamente, rischiando di perdere sul piano della forza fisica.

Inspiegabilmente, da quando Mary Ann si sposò per la prima volta nel 1852, intorno a lei si cominciò a delineare un vuoto: molte persone a lei vicine, a cominciare dai figli, proseguendo con i mariti (perchè ne ebbe più d'uno e arrivò persino ad essere bigama), per finire con la madre e le amiche, cominciarono a cadere morte, falciate da insondabili e non meglio precisate "febbri gastriche". Mary Ann emigrò spesso, proprio perchè si rendeva conto probabilmente, che se fosse rimasta sempre nello stesso posto, qualcuno a lungo andare si sarebbe insospettito di tante "disgrazie", tutte dal medesimo aspetto.

Leggendo la storia di questa donna, il numero dei figli dati alla luce si confonde con quello dei figli uccisi, in un tragico e orrendo susseguirsi di follie. Si perde il conto di quante volte Mary Ann si sia snaturata, privandosi dell'istinto materno, pur di togliersi dai piedi dei fastidi. Tali infatti considerava i suoi bambini, e anche quelli altrui. Perchè se uccideva, Mary Ann lo faceva semplicemente per liberarsi da tediose seccature. Non per soldi (o meglio non subito), non per gelosie, non per un qualche sentimento vagamente umano: semplicemente per noia. E' qui l'aspetto più atroce di questa vicenda, che ha imputato a Mary Ann 21 omicidi, ma che nella realtà probabilmente ne conta molti di più: la motivazione di tante morti, una motivazione assolutamente indifferente, contrapposta invece a tante nascite: come se dare o togliere la vita fossero azioni normalmente concesse alla mano umana, senza troppi pensieri e senza nessuna colpa.

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