Ma che davvero? Intervista a Chiara Cecilia Santamaria a proposito della sua maternità e della discesa, temporanea, dalle peep toes. Prima parte.

Logo del blogSe vi siete divertite leggendo il libro Quello che le mamme non dicono, vi piacerà sicuramente anche l'intervista all'autrice del libro Chiara Cecilia Santamaria. Potete anche fiondarvi sulle sue due pagine di Facebook, dedicate rispettivamente al libro e al blog storico che gli ha dato i natali.

Quanto tempo è passato dalla stesura del tuo libro? Ovvero ora sei la mamma di una piccoletta di…?

Adesso la Polpetta ha 21 mesi. Ho finito il libro che ne aveva 18, quindi sono passati circa 3 mesi.

Sicuramente molte ragazze si staranno chiedendo se hai fatto pace col parrucchiere, se sei riuscita a rimettere in sesto i tuoi capelli e il tuo guardaroba. Non dimentichiamo poi le peep toe: riesci a inseguire tua figlia con i trampoli?

Ahaha, che domanda esistenziale! Sono sicuramente più presentabile che nei primi mesi dopo il parto, quando la ricrescita minacciava di prendere vita e uccidermi nottetempo. Non è che ho proprio rifatto pace con tutte, ma proprio tutte le scarpe. Alcune ancora non mi riconoscono e mi chiedono dov’è finita quella di prima che usciva sempre e chi è quella persona molto bassa che gira per casa.

Cosa ne è stato della tua precedente vita alla Sex and the City? Hai rimpianti? Riesci a frequentare le amiche non-mamme?

Qualche rimpianto c’è, è inutile negarlo, e alcune amiche sono scomparse dalla circolazione. La buona notizia è che con un po’ di organizzazione si riesce a fare comunque tanto – serate, aperitivi, weekend - e che le amiche vere hanno il piacere di vederti anche se stai dando una pappa invece che sorseggiando uno Spritz. Insomma, sto cercando di non passare da “Sex and the City” a “Desperate Housewives”

Come è cambiato il rapporto con il tuo compagno? Avete dovuto affrontare degli scossoni dopo la nascita del bambino?

Scossoni? Chiamiamolo tsunami! Quell’esserino così piccolo nella vita di coppia acquista dimensioni pachidermiche. Fortunatamente sapendo che sarebbe stata dura ci siamo dati delle tacite regole, che - con l’aiuto delle nonne che tengono la Porpi - includono spesso e volentieri momenti solo per noi due.

Quale evento o persona o pensiero ha determinato nella tua storia personale la riconciliazione tra la mamma e la donna?

Angelina Jolie. No dai, scherzo… E’ stata probabilmente la ferma decisione di diventare mamma senza aderire forzatamente allo stereotipo, ovvero cercando di portarmi dietro tutta me stessa, anche quei lati folli, divertenti e incoscienti che nell’immaginario collettivo una volta diventate mamme si “lasciano da parte”. In quel modo sarei stata più felice e completa come persona, e credo che una brava mamma sia prima di tutto una persona felice.

Che consigli daresti a chi si trova nella tua situazione o sta programmando di tuffarcisi per libera scelta?

Di non spaventarsi, perché a fare la mamma non si è mai pronte. Di preventivare un periodo di apnea sociale ma poi di fare una lista di cose a cui non si è disposte a rinuciare, e riconquistarle a poco a poco. Di cercare – se possibile - degli aiuti, siano essi nonne, amiche, asilo, tate. E’ importante non restare sole e sapere di poter contare su una “rete”.

A domani per la seconda parte dell'intervista.

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