Le proprietà della mela cotogna, rossa e gialla

Le mele cotogne, frutti profumatissimi e perfetti per preparare una marmellata alla quale è impossibile resistere, ha moltissime proprietà benefiche per il nostro corpo. Oggi proviamo a scoprirle insieme.

Il mese in cui possiamo reperirla più facilmente su banchi dei fruttivendoli è ottobre, quando inizia a far capolino sui banchi dei fruttivendoli e, fino a novembre inoltrato, possiamo sentirne il profumo recandoci al mercato. La mela cotogna, la Cydonia Vulgaria che nella forma è pari ad una mela e una pera, fa parte della famiglia delle Rosacee, originaria del Medio Oriente, detto anche il frutto di Venere, che simboleggiava l’amore e la fecondità.

Questa strana mela, compatta, coperta da una leggera peluria che va via via scomparendo con la maturazione finché non diviene di un bel colore giallo, è uno dei “sani” regali della stagione autunnale. Pochissimi glucidi e lipidi e poche proteine, la mela cotogna ha un basso apporto calorico, circa 28 calorie per 100 grammi.

Difficilmente però l’apporto calorico resta così basso perché questa mela cruda non è particolarmente gradita al nostro palato e solitamente la si consuma cotta, sotto forma di gelatina, confettura o comunque addolcita con zucchero o miele. Il suo sapore acidulo è dovuto all’acido malico, mentre i tannini, sostanze polifenoliche di cui è ricca, ne accentuano l’asprezza. Insieme ai tannini, altra componente fondamentale di questo frutto sono le fibre, per il 75% fibre insolubili, mentre le solubili sono costituite principalmente da pectine, polisaccaridi che, una volta scaldate, raffreddando assumono una consistenza gelatinosa.

La mela cotogna contiene una buona quantità di vitamina C, praticamente tanto quanto una ciliegia, oltre che una discreta quantità di vitamina B e provitamina A. Purtroppo però occorre considerare che essendo consumata prevalentemente cotta una buona parte della vitamina C in essa contenuta viene distrutta dalla cottura. Il giallo frutto autunnale è anche ricco di minerali – potassio, fosforo, calcio magnesio e ferro – e oligoelementi – zinco, rame, manganese e fluoro -. Anche in questo caso la necessità di cuocere la mela porta alla perdita di buona parte di questi minerali – una (parziale) soluzione potrebbe essere preferire la cottura al vapore, in questo modo si evita la dispersione dei minerali nell’acqua di cottura.

Un’ultima non trascurabile caratteristica di questo frutto è il profumo, la mela cotogna infatti durante la sua maturazione produce diverse sostanze aromatiche che si accumulano in cellule secretrici presenti nella buccia. Per questo anticamente la si utilizzava per profumare cassetti ed armadi!

Ecco alcune ricette su come utilizzare le mele cotogne.

Contro la gola infiammata
Tagliate a pezzetti due mele cotogne e fatele cuocere in poca acqua addolcita con due cucchiai di miele. Fate cuocere finché le mele non risultano completamente molli, quindi filtrate. Diluite un cucchiaio del decotto in un bicchiere d’acqua e fate dei gargarismi tre volte al giorno.

Contro la tosse
Lasciate macerare per circa un’ora un cucchiaio di semi di mela cotogna in una tazza d’acqua bollente. Filtrate, addolcite con del miele e bevete quando necessario.

Contro la bronchite
Affettate una mela cotogna e lasciatela macerare per 5 giorni in un litro di vino rosso insieme a 10 g di scorza di cannella. Dopo cena fatene scaldare una tazzina e bevete.

Come tonico
Frullate la polpa di 3 mele cotogne in 750 ml di succo di carote. Si assume freddo la mattina – non più di 250 ml al giorno.

Gel per capelli
Mettete un cucchiaio di semi di mela cotogna in ¼ di litro d’acqua e portate ad ebollizione su fuoco basso, quindi, senza mai alzare il fuoco, coprite e fate sobbollire per circa 15 minuti. Quando il composto risulterà gelatinoso e in superficie compariranno grosse bolle, togliete dal fuoco e filtrate utilizzando un semplice colino. Utilizzando costantemente questo composto – che funge da gel – il capello risulterà meno grasso. Il gel è particolarmente indicato per chi ha problemi di forfora o di irritabilità del cuoio capelluto. Se volete preparare una quantità di composto tale da poterla utilizzare per più applicazioni, abbiate cura di conservarlo in frigorifero.

Foto | Flickr

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