Donne forte e passionali: Inés de Suárez raccontata da Isabel Allende

Un ritratto di Inés de SuarezDi eroine in giro ce ne sono più di quante si creda, alcune sono in carne e ossa altre virtuali. Inés de Suárez era una ragazza spagnola che, come tutte, aveva imparato a cucinare e ricamare e aspettava che arrivasse anche per lei il giorno del matrimonio, in cui avrebbe detto sì ad un bel ragazzone approvato dalla famiglia. Senonché il futuro sposo, partito per le americhe in cerca di fortuna, non accennava a tornare.

Inés, da ragazza di carattere qual'era, che non voleva fare la vita da vedova prima ancora di essersi sposata, nel 1537 decise di partire e raggiungerlo. I piani cambiarono però strada facendo: si innamorò di tutt'altro genere di uomini, con uno di essi conquistò il Cile, fondò la città di Santiago, combattè al pari degli altri militari e vinse.

La Allende non è decisamente la mia scrittrice preferita, ma in questo romanzo l'ho amata e per diversi motivi. Il primo: ha restituito alla storia il nome della Suarèz. Pensateci un po': di quante donne combattenti ci parlano quando siamo tra i banchi di scuola? Il secondo: è riuscita a mettere insieme perfettamente romanzo e ricostruzione storica, senza mai annoiare.

Il terzo: Inés è talmente vera, reale che è diventata per me un riferimento. Avete mai pensato a come vivevano nel '500, a quali erano i diritti e i doveri delle donne, a quanto poco sicuri fossero i viaggi in mare, al tipo di vestiti e di acconciatura che ci si portava dietro? Quando mi rendo conto della vita che faccio oggi, penso a Inés e di fronte ai problemi invece di lamentarmi mi viene voglia di rimboccarmi le maniche e sguainare la spada.

Foto | Wikipedia

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