Sex and the city: il futuro delle ragazze italiane?

La prima volta che ho visto Sex and the City mi sono sentita felice e come me molte altre donne. Finalmente qualcuno spiegava ai maschietti che anche noi donne parliamo di sesso, che alcune di noi non sono interessate al principe azzurro e che molte altre preferiscono andare al sodo piuttosto che perdersi in preliminari.

Certo, c'era Charlotte a tenere alto l'onore delle ragazze più tradizionaliste, capitolando solo occasionalmente e con molto pudore, per bilanciare gli eccessi di Samantha. D'altronde, la maggior parte di noi si è sempre identificata nella protagonista: intelligente, stimata, alle prese con uomini bellissimi, ricchi, ma pieni anche di interessi.

Man mano che gli anni e le stagioni dei telefilm passavano, però, queste quattro amiche mi sono sembrate sempre meno innovative. Insomma, alla fine ha senso parlare di emancipazione se gli unici argomenti che ci interessano sono il sesso, le scarpe e i vestiti? La verità è che non si può passare dal desiderio di un marito devoto a quello di un amante senza perderci qualcosa nel mezzo.

Ora le protagoniste sono cresciute, un po' tristemente (non mi è piaciuto Sex and the City 2). E noi ragazze italiane? Siamo cambiate da quando è andata in onda la prima puntata? E' Miranda, in realtà, il nostro punto di arrivo visto che si concentra sul suo futuro professionale? O non abbiamo anche noi qualcosa da insegnare alle donne d'oltreoceano (una volta raggiunta la parità dei diritti, ovviamente)?

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