James May: il mito perfetto dell'uomo di ogni giorno

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James May è un signore quasi cinquantenne, col capello un po' ribelle, un tipino per niente tranquillo: tiene una rubrica di moto sul Daily Telegraph ed in Inghilterra, ma un po' in tutto il mondo ormai, è un notissimo presentatore televisivo.

In May's Toy Stories celebra i giochi preferiti dagli Inglesi, Lego in testa, per stimolare i ragazzi a staccarsi dalla playstation e ad andare a giocare tutti insieme in famiglia. Top Gear invece, è un programma motociclistico della BBC in cui discetta di motori con il suo impeccabile accento inglese e il suo stile pacato che non lascerebbe immaginare quello di cui è capace.

Top Gear è un programma di motori davvero divertente, anche per noi fanciulle, dove James compone gag esilaranti con i due inseparabili compagni d'avventura Richard Hammond e Jeremy Clarkson punzecchiandosi con ironia e tanto humor nelle situazioni più complicate: dalle jeep impantanate in un fiume boliviano, al caravan ammaccato su una stradina della campagna inglese.

Sempre in Top Gear, May ha portato una Bugatti Veyron alla velocità stellare di 417Km/h. Ingegneria, motori rombanti, quadranti pieni di tasti e numerini, freni speciali, fango e sospensioni. Ma non solo, c'è davvero tanta carne al fuoco per accontentare il maschio telespettatore, soprattutto di mezza età, che docilmente si lascia travolgere dall'entusiasmo con cui May si lancia, con l'immancabile polo bicolore a strisce orizzontali, nei test di velocità con macchine che non sono certo portabili da chiunque.

May è anche autore di vari documentari, sugli squali, sulle scoperte e invenzioni dell'ultimo secolo e poi il famoso James May on the moon, in cui intervista gli astronauti dell'Apollo, dopo aver provato lui stesso le simulazioni dell'assenza gravitazionale.

Vi proponiamo un'intervista che gli ha fatto il Telegraph in occasione dell'uscita del suo ultimo libro (ne ha scritti 12 finora, davvero un tipo molto attivo) dal titolo che suona più o meno: "Come fare atterrare un aereo A330 e altre capacità fondamentali da apprendere per l'uomo moderno". Un manuale da consultare nelle emergenze, e quindi qual'è la sua missione, direte voi, bè è semplice: salvare l'uomo moderno.

Bevendo una ginger beer, che gli piace perchè fa fare i rutti belli forti, May afferma che il vero maschio deve saper fare qualsiasi cosa, dal rifarsi il letto al ripararsi la propria motocicletta...al far atterrare un aereoplano! Ecco un esemplificativo estratto del libro:


L'equipaggio dell'areoplano su cui vi trovate è stato fatto fuori, o è stato divorato dai gamberi giganti dei vassoi del pranzo; ora l'aereo è sospeso a 38000 piedi senza pilota. Questo può durare finchè c'è carburante e poi l'aereo si schianterà a terra, ameno che: voi non prendiate il comando della situazione, suscitando entusiastiche acclamazioni e ottenendo molto probabilmente anche una bella ricompensa...Posto che l'areoplano stia volando, sarà quindi sicuramente inserito il pilota automatico, e voi avrete almeno un poì di tempo per familiarizzare con la cabina di pilotaggio, di solito il capitano siede a sinistra ed è lì che dovete posizionarvi...Ora potete fare la vostra chiamata di emergenza alla torre di controllo più vicina e per fare questo, avrete bisogno del segnale di chiamata che troverete sulla plancia davanti a voi. Schiacciate il tasto PTT (press to talk button) e con voce molto calma, limpida, per nulla affrettata, dite così "Mayday, mayday, mayday. Golf Alfa Bravo Charlie Delta, pilota e primo ufficiale fuori combattimento, sono uno dei passeggeri ed ho preso il controllo dell'aereo. Attendo istruzioni". Tenete presente che il linguaggio comunemente utilizzato per le comunicazioni aeree è l'inglese, quindi ovunque vi troviate, anche sopra una remota isoletta greca, non esitate a sfoderare il vostro inglese accademico! E ora rilassatevi un pochino, perchè comunque c'è l'autopilota a guidare e lui come minimo è sicuramente più bravo di voi. Questo è un buon momento per premere il tasto PA per parlare ai passeggeri, tenendoli al corrente della temperatura esterna; non preoccupatevi di azzeccare la temperatura esatta (che sarà intorno ai -32°), anche perchè a loro non importa granchè. Piuttosto, il parlottio del pilota avrà un effetto confortante, soprattutto su coloro che siedono in classe economy...

E allora, ragazze, cosa ne pensate? Si dice, ultimamente, che l'uomo moderno sia diventato un po' troppo vanesio, forse addirittura usa le nostre creme di nascosto, volentieri si assoggetta a complicati trattamenti in Spa e centri termali e, di sicuro, passando davanti a uno specchio si ferma a rimirare affascinato i risultati delle sere passate a sgobbare palestra.

Si parla insomma di femminilizzazione del maschio, di uomini senza spina dorsale; ma a me sembra che i signori uomini siano più che mai presi da sport e calcio, macchine e motori, viaggi più o meno avventurosi e tecnologia naturalmente. Hanno davvero bisogno di imparare a pilotare un aereo? O forse basterebbe già soltanto imparare a caricare la lavatrice? A voi l'ardua sentenza.

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