Che fatica trovare l'uomo giusto! Parola di Lucia Tilde Ingrosso.

Copertina del libroUomo giusto cercasi è il primo romanzo al femminile di una scrittrice, Lucia Tilde Ingrosso, conosciuta in Italia per i suoi romanzi gialli. In effetti la storia di Lara, o meglio di Lara Rebecca Ramones, ci lascia sempre un po' con il fiato sospeso: ce la farà a trovare l'uomo giusto, a dribblare le rivali, a sistemarsi, a riprendersi dopo essersi sistemata?

Lara è una donna molto bella, figlia di un padre spagnolo e di una madre finlandese. Sin da piccola ha girato il mondo e parla cinque lingue senza alcuna difficoltà. Ha una cara amica Audrey, con cui condivide tutte le prime esperienze adolescenziali ed un amico che è quasi un fratello, Jaakko, che vive in Finlandia e con cui resta in costante contatto tramite lettere.

Questo bel romanzo si snoda in due diversi tempi: ci sono i capitoli che ci raccontano le avventure di Lara, il suo primo amore, l'università, il lavoro, gli amici. Poi ci sono piccoli intermezzi declinati al presente in cui la protagonista, donna ormai arrivata, deve compiere scelte fondamentali per il futuro, capire se fare la mamma le basta, se può recuperare il rapporto con il suo grande amore di sempre.

E' una storia che può essere letta da persone di diverse età perché attraversa la vita intera di una donna. Io mi sono ritrovata come quarantenne, come madre che anela a riprendersi la propria vita, ma anche ventenne alle prese con il miglior amico di sempre, universitaria indecisa sul da farsi e così via.

La scrittura della Ingrosso, ve lo dico subito, è davvero imprevedibile e per questo molto divertente. Passa con molta scioltezza da un momento di serietà assoluta ad una battuta spiazzante. I personaggi della storia, a cominciare da Lara ci risultano subito simpatici e a tratti struggenti come ad esempio Dominique.

Tutte le storie raccontate in questa divertente chick lit italiana, precisa l'autrice nel suo blog, sono vere. Se volete leggere il primo capitolo di Uomo giusto cercasi, in uscita il 24 settembre, andate sul sito della Piemme. Io, come sempre, o quasi, vi lascio con una citazione (vi avviso: non è ciò che sembra):

Non mi andava di bere, ma non volevo neanche essere da meno. Mi dava fastidio che mi considerasse solo una ragazzina. Bastò un sorso per bruciarmi la gola. Mi staccai la bottiglia dalle labbra scossa dalla tosse. Senza darmi tempo di riprendermi, Nat mi baciò. Avidamente, sulla bocca, con la lingua. Non certo come ci si aspetterebbe che uno zio baciasse una nipote, per quanto acquisita.

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