The transition boyfriend, in America va il ragazzo di passaggio

Ti sei appena mollata con il fidanzato ufficiale, con cui pensavi di condividere tutto da almeno 7 anni? La soluzione c'è: si chiama Transition boyfriend e viene dagli USA.

Non è il risultato di una ricerca socio-antro-etno-psico-sessuologica, bensì di una spumeggiante conversazione che ha visto coinvolte 3 ragazze italiane e una sagace avvocatessa americana (che non era proprio l'ultima arrivata, dati i suoi trascorsi alla Casa Bianca). In realtà era presente anche un esemplare di sesso maschile, che per ovvi motivi si è visto costretto a tacere.

Ciò che è emerso è a tratti allucinante: negli USA fra le ragazze è popolarissima la figura del Transition boyfriend, un povero malcapitato che malgrado le sue indubbie doti di fidanzato a tutti gli effetti, dopo qualche settimana viene inesorabilmente scaricato ai bordi dell'autostrada della vita, neanche fosse un cucciolo indesiderato. Eppure si tratta di un personaggio che riveste un ruolo fondamentale, così importante da non potersene fare a meno.

La sua valenza infatti è quella di condurre la sfortunata fanciulla appena uscita da una storia importante, verso un'altra storia importante: una sorta di traghettatore che dall'Ade attraverserebbe il limbo dell'incertezza verso un sicuro paradiso che però non potrebbe contemplare nemmeno lontanamente la qualsivoglia presenza di una barca, di qualcosa che assomigli all'acqua, nè tantomeno di un barcaiolo, o traghettatore, appunto.

Svolto il suo compito, il traghettatore-transition-boyfriend ritorna esausto nell'Ade, per caricare un'altra povera fanciulla da portare sana e salva sull'altra sponda. Oppure per trascorrervi il resto dei suoi giorni.

"Soltanto con il ragazzo di transizione si può capire veramente quando e se possiamo essere pronte per un'altra storia importante", che ovviamente non prevede la presenza del suddetto sfigato. Mi ha colpito la naturalezza con cui è stata pronunciata questa frase, perchè improvvisamente mi è piombata addosso tutta la verità: quanto siamo indietro rispetto all'America, anche in questo. Lì la concezione della donna-come-oggetto si è addirittura ribaltata: il ragazzo di transizione infatti è la più chiara espressione del sesso maschile visto e "utilizzato"esattamente come una cosa che ha un suo fine, senza contare nulla come essere eventualmente pensante.

Bando all'estremo femminismo che ironicamente riaffiora, è giusto chiarire che nessuno, maschio o femmina che sia, andrebbe concepito e quindi trattato come un oggetto (però se proprio dobbiamo scegliere preferiamo che siano gli uomini a svolgere queste odiose funzioni, ovviamente). Sorge però una domanda spontanea e legittima: il ragazzo di transizione è o sarebbe davvero "utile", almeno psicologicamente parlando?!? Non avrebbe in nessun caso una concreta speranza di passare al grado di fidanzato importante? Ha qualcosa a che fare con il famoso chiodo-scaccia-chiodo oppure è tutt'altra storia? E siamo poi così sicure che tutto questo non sia in realtà una copertura per la solita vecchia faccenda, in cui poi finiamo sempre per essere noi d0nne quelle beffate dal destino (e dagli uomini)?!?

Se qualcuna ha risposte soddisfacenti è pregata di comunicarcelo. Dopo anni passati a fare da traghettatrici di anime in transito tra l'Ade e il Valhalla, non ci dispiacerebbe sapere se a qualche povero sfigato di sesso maschile sia successa la stessa cosa. Se non altro per condividere, almeno nelle migliori intenzioni. Per dividere sardonicamente il gaudio nelle peggiori. E non c'è niente di più, nessuna cattiveria malcelata, nessuna ironia maliziosa. Solo una sana e autentica voglia di vendicare pacificamente i torti subiti. Why not?!?

Foto | Flickr

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