Pubblicizzare un sex toy? Sì, ma non chiamatelo vibratore

Sesso al femminile e televisione non sempre vanno d'accordo: abbiamo già parlato dello spot sugli oli essenziali eccitanti respinto da alcuni canali americani e della "vagina" vietata sempre negli spot televisivi d'oltreoceano.

Tuttavia, qualche barlume di speranza ci arriva dalla pubblicità di un vibratore per donne, passata tranquillamente in prima serata su alcuni canali statunitensi senza censure. La condicio sine qua non? Probabilmente il fatto che non vengano usate le parole giuste per chiamare le cose con il loro nome; banale. Il giocattolo in questione infatti viene denominato "massaggiatore personale" 3-in-1, e come effetti collaterali sciorina una serie di piacevoli eventi tutti al femminile, tra cui sono incluse non meglio identificate ma molto eloquenti onde di piacere. La parola "vibratore" non si sente proprio.

Ma in fondo forse non è affatto necessaria, perchè a sentirsi è comunque una perdurante vibrazione in sottofondo, un rumore inconfondibile e ineliminabile, che di fatto sostituisce egregiamente la parola. A volte l'onomatopea è più efficace di ciò che dovrebbe rappresentare.

Conquista importante e sagace insegnamento, che però non fa che ricalcare un detto che mi ripeteva sempre mio padre: "Il mondo vuole essere ingannato, inganniamolo". Certo d'altra parte non deve essere facile spiegare a un bambino incollato alla tv in prima serata che cos'è un vibratore. Spiegargli invece cos'è un massaggiatore personale che vibra è più facile?

Via | NewYorkTimes

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