La crisi di mezza età colpisce soprattutto i 40enni



"In mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura, ché la diritta via era smarrita", Dante ce lo raccontava qualche annetto fa, ma mai come oggi è attuale. Quante parole per indicare la tanto nominata crisi di mezza età.

Qualcuno potrebbe anche non crederci, e invece è proprio così, fa capolino già intorno ai 35 anni. Problemi lavorativi, crisi sentimentali, aspettative deluse creano smarrimento e fomentano la voglia di rivoluzionare tutto della vita.

Il tradimento del partner (40%), una storia d’amore finita (22%), il desiderio di avere migliori rapporti in famiglia (22%), rapporti più autentici con gli amici (22%), solitudine (21%) sono solo alcune tra le svariate cause che posso portare alla crisi, in particolare nelle persone tra i 35 ed i 45 anni. Emerge da un sondaggio condotto in Inghilterra su un campione di oltre 2000 persone.

Il lavoro – ahinoi – continua ad essere una vera e seria piaga sociale, una trappola che provoca stress, depressione, tensioni personali/familiari e una gratificazione quasi pari allo zero. Dite che a 30 anni e oltre è poco essere licenziati e non riuscire a trovare più il lavoro per il quale si era studiato e investito tanto? O non sapere se il contratto verrà rinnovato? O accontentarsi di un part-time a 4 ore la settimana? O lavorare e non venire pagati?

Ci sono, poi, quelli che partono da un gradino superiore: hanno il lavoro e si lamentano di lavorare troppo o di dover cambiare aria per via di un pessimo rapporto con i colleghi di lavoro. Costoro (una percentuale che si aggira intorno al 30%) sono realmente convinti che se si lavorasse di meno la situazione familiare ne beneficerebbe.

Morale di questa triste favola, una bella fetta di popolazione, quella tra i 35 ed i 45 anni, quella che dovrebbe essere la fucina della società che muove il mondo, che la sostiene pagando i contributi, che getta le basi per le generazioni future, prende schiaffi a destra e a manca, soffre per le tante aspettative deluse, i sogni irrealizzati e l’impossibilità di realizzarli, il tutto inserito in una quotidianità fortemente stressante.

Voi, cari lettori di Pink, cosa ne pensate? Volete aggiungere qualche altra causa?

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