La città che vieta le minigonne



E’ l’ennesimo curioso e discutibile divieto che non ha nulla da invidiare agli altri Paesi del mondo. Vi ricordate il famoso "Pacchetto Maroni" approvato nell’estate del 2009? Se in Giappone è vietato essere cicciottelli, a Dubai è vietato baciarsi in pubblico, a Capri non si può passeggiare in centro con gli zoccoli, a Eraclea (VE) i bambini non possono utilizzare paletta e secchiello in spiaggia, l’ultima singolare interdizione in ordine di tempo è quella di Castellammare di Stabia: vietato portare le minigonne.

Dato che la città versava nel disordine e nel degrado, secondo il sindaco Luigi Bobbio (Pdl), era necessario un regolamento urbano ad hoc. Questa serie di regole dovrebbe trasformare Castellammare nella patria dell’ordine e della disciplina.

Stop alla troppa carne in vista, di conseguenza agli abiti succinti "che lasciano vedere gli indumenti intimi anche quando si sta a piedi". Le boutique avevano già cominciato a preoccuparsi, a cambiare l’inventario, ma Bobbio a Sky.it ha precisato che non tutte le minigonne sono proibite, solo quelle esageratamente corte, che sfociano sempre nella volgarità.

E’ vietato anche prendere il sole in costume da bagno nei parchi e sul lungomare cittadino. Infine, sull’esempio di Sanremo, dite addio alle partitelle in piazza in calzoncini o costume per grandi e piccini, basta girare a torso nudo per tutta l’estate, in città ci si deve coprire, e basta giocare a pallone negli spazi esterni.

Ma i divieti non sono finiti qui, riguardano anche l’alcol, il turpiloquio e le scritte sui muri. Per chi infrange questi divieti le multe possono andare dai 25 ai 500 euro. Infine il sindaco Bobbio ha voluto precisare che le sue scelte non sono partitiche, ma sono state dettate solo dal buon senso.

E voi, cari lettori di Pink, siete d’accordo con il primo cittadino di Castellammare? Abbasso le minigonne ed i costumi in pubblico?

Via | Corriere del Mezzogiorno

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