Sposa se stessa: femminismo, autostima o provocazione?


Si chiama Chen Wei-Yih ed è qualche giorno che se ne parla: sabato scorso questa ragazza cinese di 30 anni si è sposata, ma senza partner. Ha deciso di dichiarare o di rinnovare davanti al mondo il suo amore per se stessa, organizzando tutto nei minimi dettagli, proprio come per un matrimonio "vero".

Una festa con 30 invitati durata tre ore, un abito da sposa con fiori rossi, un viaggio di nozze solitario in Australia a fare yoga, una wedding planner, due anelli, uno comprato dalla mamma al suo dito sinistro e uno al suo dito destro: Chen ha dichiarato di avere tutto, il lavoro, una solidità economica, un'indipendenza, ma di non aver trovato marito. Eppure ha deciso di sposarsi lo stesso, perchè era arrivata secondo lei l'età giusta. Poco importa che mancasse quella che definiremmo "materia prima".

Pare che gli invitati abbiano preso la questione molto sul serio, esattamente come per un matrimonio tradizionale. E Chen è stata contenta di questo, nonostantesla sua volontà non sia stata quella di promettersi a se stessa per sempre: un domani, ha dichiarato, potrebbe anche sposare un uomo, sempre che incontri quello giusto.

Semplice metafora per dichiarare che una donna può vivere anche senza un uomo? Anche senza un matrimonio vero? Una rottura glaciale con il passato e le tradizioni? Oppure, come sostiene qualcuno, una semplice mossa "sociale" per non rimanere zitella? Ma allora zitella cosa significa? Che basta avere un anello al dito (anzi due) per essere considerate maritate, anche senza marito?!?

Chen ha sostenuto in un'intervista del dopo-cerimonia, che proclamare l'amore per se stessa con una celebrazione del genere è servito e servirà ad aprirsi all'amore per gli altri, ma rimane il dubbio sulle vere motivazioni: deciso femminismo? Forte autostima? O semplice provocazione?

Intanto, anche se rimangono oscure le modalità "legali", se l'idea vi solletica, date un'occhiata alle foto dell'evento su Facebook.

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